Quanti embrioni trasferire?

Written by Dr. Pastorella
6 Ottobre 2020

Lo scopo per il quale vi rivolgete al nostro centro, e per il quale noi lavoriamo tutti i giorni, è darvi una gravidanza. Ma, in realtà, il nostro obiettivo è quello di darvi una gravidanza a termine con un bambino sano.

Una gravidanza gemellare (di due o più bambini) è sempre una gravidanza che ha più rischi di una gravidanza singola. Perché una gravidanza gemellare (e ancora di più una plurigemellare) ha un rischio aumentato di parto prematuro (l’utero non riesce ad  arrivare a termine perché è sovradisteso), di parto cesareo, di ipertensione in gravidanza (gestosi), di rottura d’utero (se l’utero è stato precedentemente operato).

Quanti embrioni trasferire

Tutto questo per far comprendere come il nostro scopo sia la ricerca della gravidanza singola, perché la gravidanza singola è la gravidanza più fisiologica

Quanti embrioni trasferire?

E’ chiaro, quindi, che trasferire un solo embrione è la scelta idealein una fecondazione in vitro. Con il trasferimento di un solo embrione si possono avere gemellari solo in occasioni estremamente rare, cioè quelle di uno sdoppiamento spontaneo di un singolo embrione con la formazione di gemelli monozigoti, cioè identici.

La scelta ottimale è, quindi, quella del “single embryo transfer elettivo“. Questa scelta, però , si “scontra” con il giusto desiderio della coppia di avere una gravidanza “subito” (o meglio “più velocemente possibile”).

Chiariamo subito che le possibilità di gravidanza dipendono dalla qualità degli embrioni, principalmente. E che questa dipende in buon parte dall’età della madre. Cioè se io ho tre embrioni e tra questi solo due hanno la possibilità di attecchire, che io faccia tre transfer singoli o un transfer unico di tre embrioni, io avrò sempre 2 gravidanze. Nel caso del transfer unico di tre embrioni, avrò una gemellare.

Nell’altro caso avrò due gravidanze singole su tre transfer. Alla “fine del gioco” quindi le possibilità di gravidanza sono le stesse.

Riassumendo:

  1. Nei transfer singoli aumenta il tempo di attesa della gravidanza, ma si azzera il rischio di gemellare.
  2. Nei transfer multipli si ha meno tempo di attesa ma più rischio di gemellarità.
  3. Chiaro che anche nessuno di questi embrioni potrebbe attecchire e quindi si potrebbero avere tre transfer senza gravidanza.

Da cosa dipende la scelta?

Per bilanciare quindi un minor tempo di attesa con un minor rischio di gemellarità la strategia è quella di:

  1. Procedere inizialmente a transfer elettivi di singoli embrioni, e, se vi fosse un primo o un secondo fallimento di impianto, procedere nei successivi transfer a transfer di 2 o 3 embrioni contemporaneamente
  2. Tenere conto dell’età materna. Con età superiore a 40 anni un transfer di 2 embrioni e ragionevole in quanto le possibilità di attecchimento e di sviluppo regolare degli embrioni (cioè che non vi sia un aborto) è relativamente bassa per cui il rischio di gemellare è molto molto ridotto.
  3. Sviluppare gli embrioni a blastocisti. Uno sviluppo così avanzato dell’embrione permette una miglior selezione riducendo quindi i transfer “inutili”. Tenendo conto che vi è un rischio spontaneo di sdoppiamento delle blastocisti (gemelli identici) nel Centro 01 Procreazione attuiamo sempre elettivamente transfer di singola blastocisti.
  4. Bisogna però tener conto di una cosa. Esiste anche una componente endometriale, che probabilmente interferisce sull’impianto in un 30% dei casi. Va quindi tenuto presente che un transfer unico di 2 embrioni su un endometrio che, per qualche ragione, potrebbe essere alterato, può essere considerata una mossa sbagliata. Potrebbe essere ragionevole trasferire un embrione su un endometrio per esempio ” a fresco” e poi trasferire il secondo embrione su endometrio preparato per scongelamento.

Quanti embrioni si possono trasferire in Italia?

Quanti se ne vuole.

Nel senso che sta al “buon senso scientifico” del medico decidere il numero degli embrioni da trasferire, valutando tutti gli aspetti del ragionamento prima citato.

Prima delle modifiche alla legge 40 sulla PMA, vi era un limite sugli OVOCITI da utilizzare (al massimo 3) e sul congelamento embrionario (per cui se per caso avessero fecondato tutti e 3 gli ovociti si sarebbero dovuti trasferire tutti e 3 gli embrioni). Ora questa parte della legge è stata modificata, per cui in Italia si possono trasferire  il numero di embrioni che riteniamo opportuno, così come si fa in ogni altro paese europeo.

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Disclaimer

Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente. Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica. Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue. Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.

Commenti

42 Commenti

  1. Lucia

    Gentile Dott.
    avrei bisogno della sua opinione riguardante la mia situazione. Ho 2 blastocisti di buona qualità congelate che vorrei trasferire. Ho 40 anni e ho solo paura che trasferendone tutte e due possa avere una gravidanza gemellare. Cosa mi consiglia? Ho letto che la qualità delle blastocisti incide tanto sull eventuale atticchimento ed è per questo che sarei per trasferirne una ma poi penso anche alla mia età e quindi non so che valutazioni fare. Attendo suo gentile riscontro grazie anticipatamente. Saluti.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Gentile Lucia, nel mio Centro trasferisco sempre una unica blastocisti. Sostanzialmente per due ragioni.
      Le blastocisti hanno una probabilità del 5% di sdoppiarsi spontaneamente. Non è quindi il caso di rischiare di trovarsi con una gravidanza quadrigemellare…
      L’altra ragione è che “giocarsi” due blastocisti in “un colpo solo” vuol dire che se c’è, in quel ciclo, un problema endometriale avremo un mancato impianto totale. No…. non vale la pena rischiare. Sempre transfer singoli di blastocisti… così almeno abbiamo possibilità di provare a correggere l’endometrio per il tentativo successivo…

      Rispondi
      • Sara

        Buonasera…allora io ho fatto ovodonazione è ho trasferito 6blastocisti!!!nessun attecchimento!!!4 singoli e una volta ho trasferito 2 …Betta 0 tranne 2 volte che era sui 20 dopo 2 settimane ..poi niente!!! vorrei chiedere.siccome adesso ho cambiato il centro prima ho fatto in Italia.con ovociti portati della Spania… adesso faccio al estero così evito di portare ovociti congelati in quanto dicono che soffrono al scongelamento!!!la mia domanda è secondo lei quanto dovrei trasferire visto i miei precedenti fallimenti?1 ho pure 2? ovviamente vorrei evitare gravidanza gemellare…endometrio sempre perfetto!!!ho 5 blastocisti che mi aspettano !!!lei che consiglio mi dà….ho 42anni e sono ormai 4anni che ci provo…cordiali saluti

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Il transfer di 1 o 2 blastocisti non comporta alcuna differenza, alla fine, sul computo totale delle gravidanze. Cioè sei trasferisce due blastocisti assieme ha più chance, ma su quel transfer. Se quelle due blastocisti non dovessero attecchire, ovviamente, che trasferisca una o due assieme non cambia il risultato. quindi il numero di blastocisti è ininfluente sul risultato finale.

          Rispondi
  2. Sara

    Gentile Dott,
    34anni e sono arrivata al mio settimo transfer da congelato, sempre trasferito blastocisti ottime su ciclo spontaneo e beta a zero. Tutti esami nella norma, provato anche lo scratching dopo il quinto tentativo. Questa volta per la prima volta mi hanno medicata con cortisone progynova e cardioaspirina e hanno trasferito 2 blastocisti insieme. Da un lato mi spaventa la gravidanza gemellare, dall’altro penso che se non è andata le altre volte non andrà nemmeno questa.. ma cos’altro posso fare? Correggere l’endometrio cosa può voler dire nel mio caso? Saluto e Ringrazio per il suo tempo

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Sara, purtroppo è impossibile rispondere a questa domanda. La valutazione dell’endometrio è una cosa estremamente complessa. Intanto non sappiamo se il mancato impianto sia dovuto alle blastocisti oppure all’endometrio… capisci che già non sapendo questo non sappiamo in che direzione andare. Il fatto che gli embrioni diventati blastocisti è un buon segno ma non è detto che nei giorni successivi questi non possono avere un problema nel loro sviluppo. Lo studio dell’endometrio una cosa molto complessa che riguarda le possibile endometriti, le eventuali infusione di HCG pre transfer, il trattamento antibiotico e altro… quindi senza vedere il caso specifico vostro è veramente impossibile dare una risposta

      Rispondi
  3. maria

    Buongiorno Dottore.
    Io sto eseguendo ora il processo della PMA, poichè mio marito ha dei problemi relativi al suo liquido seminale.
    Il 20 Ottobre mi è stato fatto il prelievo degli ovuli, e mi è stato successivamente che su 13 ovuli, 7 sono stati fecondati e di questi 4 sono ora congelati e 3 sono in laboratorio.
    Ora chiedevo, ma quanto tempo deve passare per il transfer? Inizialmente mi era stato detto che al primo ciclo mestruale di novembre avrei eseguito terapia medica e mi sarebbe poi stato fatto l’impianto. A visita effettuata ieri mi è stato invece detto che devo aspettare il secondo ciclo mestruale di fine novembre, poi effettuare terapia medica di altri 15 giorni e poi nell’arco dei successivi 20 giorni si effettuerà in transfer (quindi per metà dicembre)… nessuna comunicazione sul perchè i tempi si siano prolungati…. Secondo lei potevano essere anticipati i tempi già a questo ciclo mestruale come originariamente stabilito?
    Grazie mille per la sua eventuale risposta e per il tempo dedicato alla stessa, per noi donne che utilizziamo la PMA è tutto molto difficile e doloroso….

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Cara Maria, è difficile risponderti. Potrebbe essere che abbiano deciso di lasciare scendere le tue ovaie ancora per un po’, ritenendo che avessero ancora attività ormonale che potesse influenzare l’impianto immediatamente successivo al pick up È una procedura abbastanza usuale per cui direi nel complesso nulla di strano… uno due o tre mesi di attesa probabilmente non hanno nessuna influenza sull’esito…

      Rispondi
      • Maria

        Buona sera dott.ssa, ho deciso di fare ovodonazione, con un po’ di paura vista l’età, 46 anni , vorrei sapere se è possibile avere un parto gemellare , se corro dei rischi vista l’età, ho sempre amato la famiglia numerosa , ma soprattutto avendo un fsh alto e amh bassissimo c’è la possibilità eventualmente di rimanere incinta naturalmente?

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        • Dr. Pastorella

          Gentile signora, le possibilità di gravidanza spontanea a 46 anni sono quasi nulle. Gravidanza che non esiti in aborto e che sia un bambino sano, intendo. Stiamo parlando di numeri vicini alla 0. Per quanto riguarda lobo donazione, basta trasferire un embrione solo e le possibilità di gravidanza gemellare sono veramente molto basse (perché potrebbe essere solo dei gemelli identici, cioè un embrione unico che si è sdoppiato in utero, dopo il transfer, caso molto raro)

          Rispondi
      • Stellina

        Salve Dottore, 3 ovuli tutti fecondati. Al trasfer mi dicono che si sono formati 2 embrioni di 8 cellule e 1 di 7 cellule. Fanno decidere me e visto che ho avuto 2 aborti da blasto mi consigliano 1 nonostante l età. Così ne trasferisco 1 in 3 giornata di 8 cellule sperando che gli altri diventino blastocisti. Il giorno dopo il trasfer ne compio 42.Ora ho mille dubbi se era il caso di trasferirne 2 anziché 1 anche se embrioni in 3 giornata !Cosa ne pensa lei? Grazie mille!

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Va benissimo uno. Soprattutto se da fresco. Secondo me giocare troppi embrioni in un transfer solo non è conveniente, perché avere due transfer, o tre, su due o tre endometrio diversi è molto più conveniente che impegnare tutti gli embrioni in un transfer solo. Se quelli embrioni sono in grado di diventare blastocisti, o meno, lo diventeranno sia che ne trasferisci 1,2 o 3 assieme. Invece le possibilità di cambiare l’endometrio su due o tre transfer è quello che può fare la differenza.

          Rispondi
  4. maria

    Spett.le Dott. Pastorella,
    dopo quasi due mesi dal prelievo ovuli, ho fatto il transfer sette giorni fa. Dopo esattamente 6 giorni ho delle piccole perdite tipo da ciclo, per cui ho dovuto sospendere la terapia della “calciparina” e iniziare quella del prontogest oltre anche ad altri progesteroni in ovuli e iniezioni sottocutanee. Purtroppo sto andando avanti con le poche informazioni che mi da di volta in volta il ginecologo, ma comincio ad essere stanca fisicamente delle terapie e mentalmente dalla paura… Queste perdite sono rischiose? io sono già a riposo dal giorno del transfer, e dovrò continuare ad esserlo fino al giorno del prelievo per verificarne l’attecchimento…. Ma sono veramente terrorizzata dalle poche informazioni che ho e la rigidità di trattamento da parte di chi mi segue. La ringrazio Infinitamente. Saluti

    Rispondi
    • Maria

      Ed inoltre, ho dolore a un braccio nonché tachicardia da quando uso il prontogest. Solo coincidenze? Ed in piu, anche se credo sia normale dato che sto a casa da giorni, il pomeriggio ho la temperatura a 37,3…. Grazie per tutto e mi scusi per le tante domande

      Rispondi
      • Dr. Pastorella

        Maria, io non la conosco e non l’ho visitata. Purtroppo capisce è impossibile, in questa situazione, capire se i suoi sintomi siamo importanti o meno. il mio consiglio generale è di rivolgersi al ginecologo che la sta seguendo. In linea di massima un rialzo lieve della temperatura è normale in assunzione di progesterone. Ovviamente se, alla vista, non risultano altre patologie che possono alzare la sua temperatura corporea…

        Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Cara Maria, ogni ginecologo ha le sue convinzioni e la sua preparazione culturale, quindi è difficile, e non corretto, sovrapporsi alle terapie di un medico che la conosce bene. Lo so che questi giorni sono duri, forse i più duri di tutta la procedura. L’attesa è snervante, ma non ci sono alternative purtroppo. Quello che le posso dire un generale, non nel suo caso specifico che ovviamente non conosco, è che io solitamente non consiglio il riposo dopo il transfer. Per quanto riguarda le perdite ematiche solitamente non cambio la terapia “in corsa”, a meno che non ne sia costretto dalla situazione clinica e considero, in linea di massima, fisiologiche le perdite di sangue quando uno sta assumendo calciparina. Dopodiché è impossibile intervenire su terapia che io non ho deciso. Chi la conosce bene sicuramente sta facendo la terapia migliore per lei.

      Rispondi
    • Rosalia

      Gentile dott.ssa Pastorelli,
      Due gg fa ho fatto il pick-up e su tre follicoli sono riusciti a prelevare tre ovociti, tutti idonei alla fecondazione ( con mio marito stiamo facendo IMSI). Ho 35 anni e amh 0.70 e mio marito OAT severa. A parte questi problemi, io non ho mai sofferto di nulla, esami tutti nella norma, endometrio perfetto. Questa è stata la mia terza stimolazione.
      La prima protocollo corto (fostimon e meropur) interrotta solo due follicoli. Seconda protocollo lungo ( fertipeptil, fostimon e meropur) arrivo al pick-up con 9 follicoli da cui prelevano 5 ovociti tutti anomali non idonei. Terza stimolazione quella di cui le parlavo all’inizio da cui hanno prelevato 3 ovociti. Sono preoccupata su perseguo e sul numero eventualmente da trasferire. (Spero tanto che tutte e tre sono andati avanti). Lei cosa mi consiglia.

      Rispondi
      • Dr. Pastorella

        Cara Rosalia, oramai i “giochi sono fatti” e non c’è molto da consigliarti. Io quello che farei è che cercherei di suddividere il transfer sia da fresco che da congelato. Quindi, se fossi nel mio Centro, e andassero a svilupparsi 2 (magari 3!) embrioni, io suddividerei un transfer da fresco, ma anche uno da congelato. Chiaro che tutto questo va però deciso dal Centro che ti segue, che conosce tutta la tua storia…

        Rispondi
        • Rosalia

          Dottoressa intanto grazie per la sua risposta. Alla fine ieri mi hanno chiamato dalla clinica e ho fatto il transfer di due embrioni (discreta qualità)in seconda giornata. Uno dei tre non è andato avanti ed è per questo che hanno deciso di trasferite i due rimanenti. Aumentare le possibilità. Spero tanto che uno di questi attecchisca. Per adesso mi hanno consigliato riposo per i primi due giorni, poi vita normale senza sforzi. Incrociamo le dita.

          Rispondi
          • Dr. Pastorella

            Bene, dai, speriamo bene!!

  5. Sonia

    Salve. Ho 40 anni, a marzo del 2021 ho avuto un aborto spontaneo in quanto il feto era più piccolo, ovvero non corrispondeva al periodo di amenorrea, stessa cosa e’ accaduta a dicembre per lo stesso motivo. Premetto che ho una bimba di 3 anni e mezzo avuta senza alcun problema. Dato che vorrei un’altro figlio la mia unica chance e’ la procreazione assistita? E che percentuale di successo potrei avere? Grazie

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Gentile Sonia, la procreazione assistita riesce a migliorare i risultati dell’abortività in modo discreto, non eccezionale. Questo perché non sapendo qual è la causa dell’aborto noi non siamo sicuri con le tecniche di PMA di riuscire ad evitarla.

      È comunque possibile effettuare delle filtrazioni particolari degli spermatozoi, chiamate Macs, che, dalla letteratura, sembrerebbero ridurre il rischio di abortività perché in grado di ridurre il numero degli spermatozoi con DNA frammentato. A 40 anni le chance di gravidanza, in un caso come il vostro, e senza conoscere ulteriori particolari, io ritengo possano essere intorno al 30%.

      Un caro saluto

      Rispondi
  6. Marina

    Buonasera dott. Pastorella,
    ho 41 anni ed ho effettuato due Icsi ad agosto e novembre 2021 entrambe andate male. Al primo tentativo ho fatto il transfer di una blastocisti di tipo C, nel secondo tentativo il transfer non è avvenuto per mancato sviluppo allo stadio di blastocisti. In entrambi i tentativi ho risposto con 7 ovociti maturi. Per l’ICSI abbiamo utilizzato 2 delle 5 paillettes a disposizione dopo micro-tese del mio compagno per azoospermia. Volendo cambiare centro di PMA è possibile far trasportare le rimanenti paillettes? In questa situazione non sarebbe meglio provare con il transfer al 3 giorno invece di rischiare di non avere nulla il 5 giorno? Grazie per la risposta.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Cara Marina… Direi di sì, ad entrambe le cose. È possibile trasportare le paillettes presso altri Centri, così come si possono trasportare gli ovociti o gli embrioni presso qualsiasi altro centro di PMA.
      Direi di sì anche alla seconda domanda. Arrivare alla blastocisti può essere una buona idea, ma secondo me non va fatta di default, ma modulata a seconda della situazione clinica. Io, per esempio, sono convinto che, in alcuni casi, probabilmente l’endometrio in quinta giornata si sfasi di più che non un endometrio in terza giornata. Per cui vi sia un alterata finestra di impianto alla quinta, mentre in terza giornata non ancora. Quindi, in alcuni casi, potrebbe essere proprio il caso di pensare di effettuare un transfer in terza, preferibilmente, piuttosto che a blastocisti…

      Rispondi
  7. Andre

    Buonasera,
    ho quarant’anni tre gravidanze, con tre figli, e tre blastocisti crioconservate. Vorrei cercare di non abbandonare questi embrioni consapevole delle difficoltà e della mia età. Vorrei trasferire due blastocisti è cosa fattibile?

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Abitualmente io non trasferisco più di una blastocisti, come scelta, nel mio centro. In alcuni casi il transfer di blastocisti è ragionevole, come potrebbe essere il suo caso, data l’età. Il problema del tasso di una doppia blastocisti è la possibilità di sdoppiamento, quindi di 4 gemelli, e rischi di complicanze, che però data la sua età è data la sua parità dovrebbero essere abbastanza ridotte. Vanno valutati altri aspetti, per esempio il tipo di parto, ovviamente con un taglio cesareo non si trasferiscono due blastocisti, oppure, per esempio, se c’è stato rischio di parto prematuro nelle gravidanze precedenti. Quindi è una valutazione che va fatta con molta attenzione, in line sei massima è sconsigliata ma non in modo assoluto.

      Rispondi
  8. Ele

    Buongiorno
    ho congelato i mie ovuli 1anno e mezzo fa (con 40 anni), per colpa di utero fibromatoso non ho potuto portare avanti la gravidanza, per questo motivo la mia compagna (34 anni) porterà la gravidanza. Al momento abbiamo fatto 3 tentativi, di cui 2 negativi e l’ultimo una beta positiva di 24 u/L, che poi pero non è cresciuta.
    Ci prepariamo ad un 4° tentativo, rimangono 2 blastocisti. Ci consiglia fare un ultimo tentativo con un transfer degli ultimi 2 blasto o ancora di provare 1 alla volta?

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Calcolato che le blastocisti sono già formate, e quindi non è possibile migliorarne o modificarne comunque la qualità, io consiglierei sempre il transfer di una blastocisti alla volta. Perché se non attecchisse c’è almeno la possibilità di modificare l’endometrio cambiando preparazione endometriale. Se si trasferiscono due blastocisti assieme ci si gioca tutto in quel tentativo lì, “all in”.

      Rispondi
  9. Diana

    BuonAsera,

    Sono una donna dì 40 anni dopo stimolazione si son creati 4 ovuli 3 pieni e nulla dopo il pick up al transfer al 4 giorno ho deciso dì trasferire tutti e tre ho fatto bene? Mi sorgono mille dubbi lei cosa ne pensa?

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Gentile Signora, inutile direi ragionare sui transfer già effettuati. Non si senta alcuna responsabilità e viva tranquillamente questi giorni… Dai… su 4 follicoli un transfer di tre embrioni è un risultato eccellente! Buona fortuna!

      Rispondi
  10. Sara

    Buonasera dottore,
    ho 44 anni e ho deciso per una embriodonazione. Vorrei sapere che cosa intende per “preparazione endometriale” e quali sono i passaggi che reputa fondamentali per una riuscita dell’impianto. Grazie.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Cara signora, rispondere è molto difficile. Perché le variabili sono molte. Per esempio ha avuto fallimenti di impianto precedentemente? Ha fibromi uterini? Ha cicli regolari? Ha avuto raschiamenti?
      Queste sono solo alcune delle domande che aiutano a capire quali sono gli esami e gli accertamenti da fare… per esempio la dose di estrogeno da darle dipende dal suo peso, oppure se ha una fibromatosi uterina probabilmente conviene andare sul ciclo naturale, se presente. Oppure conviene inibire la crescita dei fibromi per 2-3 mesi prima di andare in transfer con analoghi, o sincronizzarla con un progestinico forte… questo solo per indicarle quanto sia complesso e che quindi sia molto difficile rispondere in senso generale alla sua domanda…

      Rispondi
  11. Manu

    Buongiorno ho 45 anni e inizierò a breve un icsi omologa non ho problemi ma il mio compagno ha adenoligospermia posso sperare in un positivo secondo lei?

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Cara Manu, il problema non sta nella oligospermia di tuo marito, che la ICSI è in grado tranquillamente di superare, ma nella tua età. A 45 anni le gravidanze omologhe a termine sono estremamente rare. Se il tuo Centro comunque che ha consigliato di procedere evidentemente hai delle buone possibilità. In bocca al lupo!

      Rispondi
      • Elisa1990

        Buonasera Dott.ssa
        Sono alla prima ICSI FIVET e sono al 5 giorni PT di due embrioni al terzo giorno di classe A
        Avevo fatto stimolazione ormonale con dosaggi non elevati e una delle due ovaie non aveva risposto alla cura.
        Al pick up 6 ovociti tutti e 6 fecondati ma per volere del centro che mi sta curando solo 2 sono arrivate a embrioni di 72 ore senza aspettare lo stadio blastocisti

        Ero molto titubante avrei rifatto anche con calma un pick up.

        Attualmente sono in cura con Progynova 4 pastiglie al giorno e progesterone in capsule 6 al giorno.

        Ho 31 anni.
        Quante possibilità nel concreto ci sono ? Il mio centro non risponde e vive molto di “ vediamo come va..” tuttavia io sono molto dubbiosa

        Grazie

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Cara signora, il suo Centro ha ragione. È molto difficile fare delle ipotesi… ci sono delle volte nelle quali la situazione sembra “semplice” e poi le cose non vanno bene. Altre volte, con casi molto difficili, nei quali si ha un risultato positivo al primo tentativo. Per cui è normale che loro siano così prudenti. Quello che potrei dirle è che linea di massima nel mio Centro alla sua età si ha un 50% -50% di possibilità di gravidanza. Per cui deve essere ragionevolmente ottimista

          Rispondi
  12. roby

    Buonasera Dottoressa,
    ho 45 anni e a breve farò una ovodonazione con blastocisti espanse.
    ho a disposizione tre balstocisti e dopo 4 tentativi 3 omologhe e 1 ovodonazione andata male vorrei trasferirie due blastocisti.
    Che ne pensa?
    grazie della gentile risposta

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Gentile signora, in linea di massima io sono sempre favorevole al transfer di una sola blastocisti. Per prima cosa perché una gravidanza gemellare è sempre una gravidanza molto delicata (ad alto rischio di ipertensione, ad alto rischio di parto prematuro, probabilmente o quasi sicuramente con cesareo e con bambini che nasceranno sottopeso…).
      La seconda ragione è che se perché se vi fosse una patologia endometriale, ovviamente non è evidenziabile ma presente, lei “perderebbe” due blastocisti in un colpo solo. Mi pare che il vantaggio (una gravidanza in più breve tempo) non valga i rischi.

      Rispondi
  13. Paola

    Buonasera Dottore, ho 31 anni e mi appresto a fare un transfer di blastocisti da congelato. Ho effettuato una preparazione con Menopur 75 e all’eco di oggi si vedeva un follicolo da 22 mm e endometrio a 7 mm, quindi mi è stato detto di fare Ovitrelle questa sera. Alla mia domanda se fosse consigliabile di astenersi dai rapporti mi è stato detto che non era necessario. Il mio dubbio è questo: seppure bassa (marito con oligozooteratospermia), non esiste la probabilità che avvenga una fecondazione naturale, e che si impianti oltre alla blastocisti, dando una gravidanza gemellare? Potrebbe un’eventuale fecondazione nello stesso ciclo del transfer, o anche solo dei rapporti, influenzare negativamente l’attecchimento?
    Mi chiedevo anche a cosa servissero le iniezioni di Ovitrelle da fare rispettivamente 4 e 1 giorno prima del transfer. Mi è stato detto genericamente a favorire l’impianto – sarei curiosa di saperne di più
    La ringrazio per la sua risposta e per gli articoli sempre interessanti.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Gentile Paola, sa che, come sempre, devo dare una risposta generica e non posso (e non è corretto!) commentare i trattamenti di miei Colleghi.
      Si, senza conoscere altri dati sulla sua situazione, per esempio la funzionalità tubarica, teoricamente è presente la possibilità di gemellare. E’ questo di solito comunque considerato un rischio molto basso e assolutamente ragionevole. Un attecchimento di una gravidanza naturale non avrebbe alcun effetto sull’attecchimento della blastocisti da trasferire. Non saprei il perchè di iniezioni di ovitrelle prima del transfer. E’ possibile darle dopo il transfer per aumentare teoricamente le possibilità di gravidanza. Prima del transfer, durante una stimolazione ovarica, non saprei proprio perchè vengono fatte. Sicuramente i colleghi avranno i loro motivi….

      Rispondi
      • Paola

        Grazie dottore per la sua risposta. Effettivamente le mie tube erano pervie a una recente isterosalpingografia. Diciamo che dopo due mancati impianti, la tentazione di provare ad avere un rapporto mirato per non perdere un altro ciclo (nel caso in cui la blastocisti fortunatamente attacchisse) era presente. La ringrazio per averci avvertito della possibilità, seppur non troppo elevata ma comunque sempre presente, di una gravidanza gemellare.
        Un’ultima domanda sul trattamento progestinico. In cicli passati ho seguito sia protocolli con Dufaston, che altri con Progeffik per via vaginale (a detta della clinica, per testare come rispondevo ad entrambi). Tuttavia i risultati sono sempre stati gli stessi (mancato attecchimento e inizio delle mestruazioni prima del test bhcg), e sono consapevole che non è dovuto esclusivamente al supporto della fase luteale. Devo però dire che il Dufaston mi ha provocato molti più effetti collaterali. Lei reputa che una delle due sia una formulazione “superiore” in termini di assorbimento dal corpo, o vengono prescritti come equivalenti?

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        • Dr. Pastorella

          Gentile signora, io nel mio centro uso entrambi i prodotti contemporaneamente. Cioè effettua un supporto della fase luteale sia per via sistemica questo per cercare di conciliare le varie strategie che fondamentalmente sono quella della via vaginale, per gli europei, e quella parenterale, per gli americani (che non hanno il Dufaston in commercio negli USA). Non bisogna poi dimenticare che la stabilizzazione dell’endometrio viene ottenuta anche dagli estrogeni, quindi è sempre bene avere una buona preparazione anche estrogenica. In questo modo le mie pazienti non hanno praticamente mai le mestruazioni prima del test di gravidanza. Non che questo in automatico voglia dire che è un miglir supporto della fase luteale, rispetto ad altri, ma io sinceramente sto seguendo questa linea.

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Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente.
Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica.
Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue.
Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.