Quanti embrioni arrivano a blastocisti?

Written by Dr. Pastorella
29 Giugno 2020

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente sei interessata a sottoporti a un transfer di blastocisti o sei semplicemente curiosa di scoprire quanti sono gli embrioni che diventano blastocisti. La risposta non è semplice.

Vediamo di affrontarla con un esempio chiaro e pratico.

Quanti embrioni diventano blastocisti

Siamo alla fine di una stimolazione dell’ovulazione per una tecnica FIVET o ICSI. Quando andiamo a fare il pick-up, cioè aspiriamo i follicoli che siamo riusciti a stimolare, nel loro liquido troveremo gli ovociti. La presenza di questi ovociti dipende da moltissimi fattori, tra i quali:

  • l’età della paziente;
  • la riserva ovarica (il “famoso” AMH, ormone antimulleriano);
  • il diametro dei follicoli (in linea di massimo si possono trovare ovociti solo sopra i 14 mm di diametro follicolare);
  • la tecnica di stimolazione ovarica e i farmaci utilizzati;
  • la tecnica di pick-up (per esempio noi usiamo esclusivamente “aghi a doppia via” che ci permettono di “lavare” il follicolo più volte, in modo di “non perdere” alcun ovocita presente).

Da questo momento in poi è indispensabile un perfetto controllo della temperatura per non sottoporre gli ovociti a sbalzi termici (per esempio noi pre-scaldiamo tutte le provette che vengono poi trasferite immediatamente al laboratorio che è collegato alla sala operatoria da una finestra per non esporre gli ovociti a shock termici durante un eventuale trasporto).

Evoluzione degli embrioni

Siamo al giorno zero, quello del pick-up (D0). Abbiamo aspirato (a titolo d’esempio) 12 follicoli e abbiamo trovato 10 ovociti. Questi vengono esaminati subito dalla nostra equipe di embriologi che ne trova 8 di maturi (nello stadio chiamato M2). Questi ovociti maturi vengono quindi messi fecondare con gli spermatozoi con tecnica FIVET o ICSI nello stesso giorno del pick-up.

Il giorno successivo (D1), si osserva se  è avvenuta la fertilizzazione, cioè se vi sono i “nuclei” del DNA maschile e femminile nell’ovocita (in realtà si chiamano pronuclei e la struttura che si è formata è lo zigote (2PN). A questo punto potrebbero essersi quindi formati per esempio 6 zigoti.

Il giorno D2 o D3 (seconda o terza giornata) si osservano nuovamente gli embrioni (adesso sono embrioni!) che si stanno dividendo da 4 a 8 a 12 cellule… Ma magari in questa fase solo 4 sono riusciti a progredire regolarmente.

Ecco, questa è una normale evoluzione dello sviluppo degli embrioni in un qualsiasi (buon!) laboratorio.

Ok, abbiamo 4 embrioni belli in terza giornata. A questo punto molte sono le possibilità:

  • trasferiamo in utero 1 o 2 embrioni in terza giornata e congeliamo gli altri 2 o 3 embrioni?
  • trasferiamo in utero 1 o 2 embrioni in terza giornata e portiamo gli altri ad una coltura prolungata a blastocisti (cioè alla 5 o 6 giornata)? E se diventano blastocisti li congeliamo?
  • non trasferiamo nulla in terza giornata e portiamo sempre e di default tutti gli embrioni a blastocisti? Anche a rischio che nessuno ci arrivi?

Quanti embrioni diventano blastocisti?

Questa è una domanda fondamentale con una risposta molto complessa. Cosa succede dopo la terza giornata (D3)?

  • Nei giorni D4 e D5 (anche a D6, oltre non si può andare) avviene una cambiamento drastico dell’embrione (probabilmente in questa fase “entra in gioco” prepotentemente il DNA maschile) che prima si trasforma in morula (come fosse una “mora”, fatto da moltissime cellule sovrapposte) e poi in blastocisti (formato da una zona addensata che formerà il vostro bambino e una zona periferica che formerà la sua placenta).

Ma quanti arrivano a questo stadio?

Questo dipende da tutti i parametri visti precedentemente (età della paziente, spermatozoi, qualità degli ovociti, apparecchiature di laboratorio all’avanguardia, bravura degli operatori ecc…). Possiamo presupporre che, in linea di massima (ma come capite, le variabili sono molte!) arrivi a blastocisti un 20-30% degli embrioni.

Questo vuol dire che se abbiamo i nostri 4 embrioni è possibile che solo 1 arrivi a blastocisti, ma vi è anche la possibilità che nessuno di questi vi arrivi.

Perché gli embrioni non arrivano a blastocisti?

  • La specie umana è una specie estremamente selezionata. Facciamo pochissimi bambini ma “molto selezionati”, ovvero la nostra riproduzione non si basa sul numero (come per alcuni animali, per esempio i pesci di taglia più piccola) ma sulla qualità. Quindi gli embrioni non arrivano a blastocisti probabilmente per una normale selezione naturale (cioè noi vediamo in laboratorio la selezione che normalmente avviene in natura, cioè nelle tube della donna).
  • Le anomalie genetiche sono probabilmente una delle cause di questo blocco dell’evoluzione (anche se sappiamo che l’embrione è in grado di “auto-riparare” certe anomalie genetiche).
  • E’ però vero che noi non sappiamo se una interazione tra utero ed embrione (come da qualche studio sta emergendo) in terza giornata sia in grado di far diventare blastocisti un embrione che invece nel nostro laboratorio si sarebbe fermato.
  • In natura l’embrione arriva in utero allo stadio di morula (D4) quindi sarebbe più fisiologico un transfer oltre la terza giornata di sviluppo. Teniamo però contro che l’ambiente uterino dopo stimolazione ovarica è diverso da un ambiente uterino senza stimolazione ovarica (ecco perché io sono favorevole ad un uso estensivo della tecnica Freeze all) Non sappiamo ancora se questa stimolazione in realtà interferisca allo stesso modo sugli embrioni in terza o in quinta giornata…

In conclusione

  1. La coltura prolungata a blastocisti perette una miglior selezione degli embrioni, in modo di capire meglio quale vale al pena di trasferire o di congelare.
  2. Permette probabilmente una miglior “comunicazione” tra embrione ed endometrio (viene trasferito in utero in un momento più fisiologico rispetto ad un transfer in terza giornata).
  3. Vi sono alcuni studi però che sembrano mostrare un certo grado di “recupero” dell’embrione in utero, se trasferito in terza giornata che non avviene invece nei nostri laboratori se lo portiamo alla quinta.

Quindi:

  • Una coltura a blastocisti permette una miglior selezione degli embrioni da trasferire o congelare se gli embrioni sono molti.
  • Se, invece, gli embrioni sono pochi, cercando di sfruttare quel possibile effetto uterino di “recupero” dell’embrione, è probabile che non valga la pena di prolungare la coltura ma convenga trasferirli in terza giornata
  • E’ sempre importante tener presente un possibile effetto deleterio della stimolazione ovarica sull’endometrio (ricordarsi del “freeze all”)
  • La maggior parte degli studi mostra che “il tasso cumulativo di gravidanza” (cioè la somma di tutti i transfer a fresco + tutti i transfer da scongelato) non cambia tra transfer in terza  giornata o a blastocisti. Questo vuol dire che se un embrione era destinato a diventare blastocisti probabilmente lo diventa sia nei nostri laboratori che in utero della sua mamma.

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Disclaimer

Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente. Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica. Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue. Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.

Commenti

50 Commenti

  1. Monica

    Buongiorno,
    volevo sapere se nei criotransfer di blastocisti su ciclo naturale (quindi non si usa progynova ne deltacortene ma si monitora la spontanea ovulazione della paziente) è utile secondo lei assumere aspirinetta dal 1° gg del ciclo o è meglio di no? So che l’aspirinetta viene data di solito sui cicli medicati con progynova ma su ciclo spontaneo non so se potrebbe essere do aiuto? Lei cosa ne pensa? Grazie mille

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      L’uso della cardioaspirina è molto discusso, perché potrebbe essere inutile (ma non certo dannoso). Se ci si crede, può essere tranquillamente assunta sia nei cicli naturali che preparati. Ovviamente non come farmaco antiaggregante per ridurre il rischio di trombosi nella paziente (agisce dal lato arterioso, non venoso…), ma come preventivo per l’ipertensione in gravidanza e (forse) per favorire un maggior afflusso di sangue al trofoblasto…

      Rispondi
      • Valeria

        Salve, molto interessante la spiegazione sovrastante. Io ho 40 anni appena fatti, bassa riserva ovarica e 3 aborti alle spalle apparentemente sine causa, di cui l’ultimo pochi mesi fa (a 8-9 sett dopo aver evidenziato sempre BCF in 6 sett). Vorrei fare un tentativo di PMA II livello…la mia domanda è se a questo punto, anche con stima di 3-5 follicoli recuperati, valga la pena rivolgersi a un privato e fare una PGT-A o se mi convenga affidarmi alla fortuna (finora poca) e tentare senza analisi preimpianto casomai con trasferimento in 3 giornata se si fecondasse qualcosa.grazie della risposta…

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Gentile Valeria, 3 aborti consecutivi sono un carico emotivo enorme… Io qui, per essere sintetico, non parlerò di quelli ma esclusivamente della tua domanda e di un approccio razionale alla questione. Per fare una diagnosi preimpianto per aneuploidie bisogna arrivare a blastocisti. Probabilmente alla tua età per avere una blastocisti bisognerebbe avere almeno 5 o 6 ovociti, quindi 8/9 follicoli maturi. La diagnosi preimpianto non aumenta le possibilità di gravidanza perché esclude semplicemente di embrioni che (probabilmente!) sono anomali. Non aumenta la presenza di embrioni normali, ovviamente. Questo senza tenere conto che non siamo neppure certi della presenza di queste anomalie, ne che anomalie possono verificarsi dopo il transfer. Quindi per avere ragionevolmente un embrione, o due, euploidi, dovremmo probabilmente avere 3-4 blastocisti e quindi di conseguenza probabilmente almeno una ventina di ovociti. Ne vale la pena? Per non aumentare le chance di gravidanza? Perché alla fine si escludono solo gli embrioni non euploidi, ma non si aumenta il numero di embrioni euploidi presenti, che è quello che vorremmo avere! Il mio parere è che non valga la pena in questa situazione di fare la diagnosi preimpianto. Tutto questo senza tener conto che gli aborti potrebbero essere dovuti anche a causa non embrionale, ma uterina, (anche se ovviamente non identificata dai nostri esami), e che gli embrioni potrebbero avere delle anomalie non genetiche, che quindi non riescono a essere viste dalla diagnosi preimpianto…

          Rispondi
  2. Monica

    Molte grazie, infatti volevo avere conferma che l’uso della aspirinetta nei criotransfer su cicli naturali non sia dannosa. Io sto utilizzando l’aspirinetta dal 1°gg del ciclo e dal giorno del transfer mi daranno anche il clexane fino al gg delle beta per poi (se sarà un positivo) rimanere solo con l’aspirinetta…il clexane non perché abbia delle patologie ma perché ritengono che aiuti l’attechimento. Ma l’aspirinetta +clexane insieme non diluiscono un pò troppo il sangue ? Possono compromettere il criotransfer dati insieme? Leggendo il suo blog ho capito che lei nei criotransfer su cicli naturali supplementa comunque con il progynova. Dal quale giorno del ciclo naturale lei introduce il progynova o lo fa solamente a partire dal gg del transfer e in che dosaggi eventualmente? Grazie grazie!

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      No,nessun rischio particolare nell’associazione (ovviamente il suo medico avrà valutato eventuali possibili rischi specifici…). Io la seconda fase , dall’ovulazione in poi, la supplemento sempre, anche nel ciclo naturale , con due Progynova al giorno e tre progeffik. Ma lei segua sempre cosa le indicano i suoi medici, perché solo loro conoscono la sua storia, sanno la sua età, il peso, le sue malattie, le sue caratteristiche ovulatorie… Sono tutti parametri che valutiamo quando prendiamo decisioni su queste terapie. NON SI AUTOMEDICHI!!!

      Rispondi
  3. Diana

    Salve dottore,
    a breve farò un transfer di due morule in 4gg che scongeleranno il gg prima e tenteranno di portare a blastocisti eseguendo criotransfer in 5gg. Volevo sapere cosa pensa di questa tecnica e se ne vale la pena.. finora avevo sempre e solo trasferito blastocisti in 5 e sono un po’ dubbiosa. Le morule hanno un buon tasso di sopravvivenza allo scongelamento?
    Grazie per la disponibilità

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      È una buona tecnica. Le possibilità di sopravvivenza sono molto alte, identiche alle blastocisti (nel mio centro 99.9%, abbiamo perso una blastocisti in 5 anni…). Se ce la faranno ad arrivare a blastocisti dipende dalle loro capacità, non dal congelamento. Quindi è un buon modo di trasferire embrioni sicuramente in evoluzione.

      Rispondi
      • Diana

        Gentile dottore, grazie per la risposta..lo chiedevo perché invece presso il centro che mi segue mi è capitato di saltare il transfer per ben 2 volte perché le 2 blasto in D5 (quindi in tutto 4 blasto) non erano sopravvissute.. Quindi davvero complimenti per i risultati del vostro centro!!
        In ogni caso, dopo questo tentativo di morule mi sono rimaste altre 3 blastocisti che la biologa mi ha detto di essere in D7 ma a questo punto sono proprio confusa su come vengono gestiste in laboratorio.. incrociamo le dita x le morule!

        Rispondi
      • Nelda gallesio

        Buongiorno, tra poco farò un transfert , di solo una blastocisti in quanto da 5 in quinta giornata sono arrivata a 3 , fatto analisi si pre impianto è da tre 2 ma uno sano e uno mosaico così l’anno chiamato ! Ho quasi 42 anni e un inseminazione andata male ! Cosa e come devo comportarmi per non avere un’ altro fallimento ? La blastocisti mosaico me l’anno sconsigliata lei cosa
        ne pensa?

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Gentile signora, segua i consigli del suo centro. È impossibile dare un consiglio via mail su un caso così delicato. E il suo centro sicuramente le sta consigliando le cose migliori. Lei non deve comportarsi in nessun modo particolare, ma solo seguire quello che gli viene consigliato

          Rispondi
  4. Alessandra

    Buongiorno! Innanzitutto vi ringrazio per questo forum estremamente d’aiuto! Ho 33 anni e dalla mia prima fivet ho ottenuto 8 blastocisti 4AA su 9 embrioni. Leggo che solo pochi embrioni arrivano allo stadio di blastocisti, com’è possibile quindi che quasi tutti siano arrivati in 5^ giornata? Visto che il primo transfer da fresco è andato male lei consiglierebbe di effettuare una diagnosi pre-impianto prima di proseguire con il prossimo transfer? Ho già effettuato una isteroscopia+biopsia in previsione dei prossimi trattamenti e sembra tutto ok.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Cara Alessandra, ogni tanto qualche paziente è fortunata :-)
      Il fatto che la fertilizzazione sia stata così buona è sicuramente e assolutamente un buon fattore di prognosi e indica che questi ovociti e questi spermatozoi funzionano molto bene. Quindi io considererei il fallimento del transfer assolutamente una cosa normale e compatibile con la statistica che dice che le blastocisti hanno una capacità di impianto più o meno del 50% . Sulla diagnosi preimpianto io continuo ad avere profondi dubbi, per questo nel forum non ne ho mai parlato specificamente…. Nel tuo caso la diagnosi preimpianto servirebbe solo per screenare le blastocisti più adatte ad essere trasferite. Tieni conto che bisognerebbe scongelarle, farne una biopsia, ricongelarele, attendere la risposta della biopsia, scongelarle e trasferirle. È chiaro che questo non vi aumenterebbe le chance complessive di gravidanza, perché in ogni caso le blastocisti anomale sono anomale e quelle normali sono normali, a diagnosi preimpianto non è in grado di migliorare una blastocisti anomala, quindi per metterebbe solo di scegliere la blastocisti che ha più chance. È però noto abbastanza chiaramente della letteratura che noi procederemo a scartare anche blastocisti che in realtà potrebbero dare dei bambini sani. Quindi la diagnosi preimpianto serve solo a abbreviare il tempo verso la gravidanza, quello che viene chiamato il Time To Pregnancy. Nel tuo caso, essendoci molte blastocisti, potrebbe essere opportuno… però sappi che se tu procedi a trasferimento di quelle blastocisti( una o due alla volta) e se lì in mezzo c’è una blastocisti euploide questa sicuramente attaccherà e quindi la diagnosi preimpianto non ti dà, alla fine, più chance di gravidanza…

      Rispondi
  5. Eli

    Buongiorno Dottore,ieri ho fatto il transfer di una blastocisti in 6^giornata di classe A scongelata su cui è stata fatta anche un’indagine genetica pre-impianto ed è risultata euploide, quindi buona.

    Al momento del transfer il biologo dice che a 2 ore dallo scongelamento era bella gonfia e vitale ma nel pomeriggio si è compattata. Cosa significa?

    Ha detto che il movimento è fisiologico però non è normale questa compattazione, sarebbe stato meglio averla espansa.
    Alla fine ci ha detto che per lui ha del potenziale quindi mi hanno fatto il transfer.
    Secondo lei in questo caso ci sono minori possibilità di attecchimento? È giusto aver fatto comunque il transfer?
    Grazie e scusi le mille domande ma sono confusa . Cordiali saluti

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Gentile Eli, In effetti non è usuale la compattazione dopo l’espansione, ma in ogni caso assolutamente andava fatto il transfer perché era una blastocisti vitale e queste potrebbero essere anche variazioni che comunque non implicano in automatico che la gravidanza non si verifichi…

      Rispondi
      • Eli

        Grazie Dottore per la risposta tempestiva. Io onestamente pensavo che essendosi compatta fosse morta anche se all’inizio dello scongelamento risultava vitale

        Rispondi
  6. GIULIA

    Buongiorno Dottore,
    Ho letto nei commenti precedenti che lei ha molti dubbi sulla diagnosi preimpianto?

    Il prof che mi ha seguito mi ha consigliato che è condizione necessaria su una donna di 43 anni per un buon risultato.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Cara Giulia, è un dibattito in corso molto difficile e ampio.
      Sostanzialmente la diagnosi preimpianto richiede di arrivare allo sviluppo di blastocisti. E non assicura “un bambino sano”, purtroppo, ma assicura solo di scegliere la blastocisti che non ha alterazioni genetiche, e quindi con più possibilità di impianto. E, altro problema, le statistiche mostrano chiaramente che i Centri che fanno diagnosi preimpianto escludono degli embrioni che sembrano alterati, ma invece avrebbero dato un bambino sano (cioè hanno meno gravidanze dei Centri che non la fanno).
      Da questo ne consegue che:
      – bisogna arrivare a blastocisti e può essere applicata solo alle.pazienti che ci arrivano (qui di con alta risposta ovarica)
      – bisogna arrivare ad avere più blastocisti ( perché se ne ho solo una tanto vale che la trasferisca e veda se quella riesce a dare la gravidanza, non è che questa tecnica mi permette di avere un bambino sano con certezza).
      – quindi può essere applicata solo su paziente ad alta risposta, nelle quali ci siano 3-4 blastocisti e nelle quale non sai quale trasferire per prima. Allora la scegli con la diagnosi preimpianto. Quindi va usata in casi rari e molto specifici.

      Questa è una evenienza rara, quindi,

      Rispondi
      • valeria

        Salve,

        A me sta succedendo la stessa cosa.
        Ho 39 anni, mi hanno prelevato al primo pickup 5 ovuli, due dei quali diventati blastocisti. Mi hanno diagnosticato una bassa riserva ovarica e una traslocazione genetica, così nel mio caso mi hanno fatto capire che fosse quasi obbligatorio fare indagine genetica. Mi sono affidata, purtroppo è sempre una corsa contro il tempo e non si ha molto il tempo di approfondire, soprattutto quando ti dicono che tu di tempo non ne hai che le cose potrebbero precipitare velocemente. Così le due blasto risultano non idonee ad essere trasferite.
        Sono ancora in cura allo stesso centro, ma sto iniziando a guardarmi in giro, anche se fra due GG ho un secondo pickup.
        Faccio un altro tentativo adesso anche se con la stimolazione da 4 follicoli solo due sono diventati ovuli, ma mi dico che ogni lasciata è persa, così si procede..
        Nel mio caso, vista la traslocazione accertata, è veramente consigliata l’indagine genetica?o anche per me vale il discorso fatto all’utente precedente?
        In base a quello che ho letto nella sua risposta, mi viene in mente che in effetti la genetista, mi diceva che anche nel migliore dei casi avrei dovuto cmq fare la amniocentesi, e infatti mi chiedevo il perché se già facevo indagine genetica in fase embrionale. Mi stanno venendo molti dubbi che le blastocisti di luglio in un altro centro sarebbero state impiantate, e magari le cose sarebbero andate diversamente chissà. Spero in una sua risposta, grazie di cuore.

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Carissima, il discorso è estremamente complesso. È difficilissimo rispondere senza conoscere bene la sua situazione specifica. Fare una diagnosi preimpianto per la ricerca di una traslocazione oppure una ricerca “generica” di aneuploidie sono cose ben diverse. E poi si devono valutare bene età, riserva, tentativi precendenti, abortività, eventuale fattore maschile ecc …

          Io ho qualche dubbio sulla PGT per la.ricerca di aneuploidie, ma il dibattito sull’argomento è molto ampio e ogni Centro ha posizioni e convinzioni diverse. Per cui è veramente impossibile parlare un senso generico…

          Intanto affronti il suo pick-up e … In bocca al lupo!

          Un caro saluto

          Francesco Dr. Pastorella

          Rispondi
  7. Giuseppe

    Salve dottore ,domani la mia moglie trasferisce in embrione alla 4 giornata,ma io sapevo che è morula alla 4 giornata.
    Ma si può fare questo,visto che non è. Di ottima qualità e siamo al terzo transfer.
    Che probabilità ci sono che attecchisce?

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Si, si può. Si, normalmente sono morule in quarta giornata, però potrebbe essere molto veloce, quindi già blastocisti “early” (precoce). In ogni caso si può fare…

      Rispondi
  8. Carlotta

    Gent.mo Dott. Pastorella,
    ho 40 anni e dall’esame del cariotipo è emerso che ho un mosaicismo di basso grado per presenza di tre linee cellulari. Per questo mi è stato consigliata una PGT-A. Ho fatto due cicli di stimolazione e due prelievi da cui nel primo sono stati prelevati 4 follicoli e nel secondo 2. Di questi ne sono sopravvissuti e hanno raggiunto lo stato embrionario 2 al primo e 1 al secondo, con 5 – 3 e 10 cellule. Sono stati scongelati e nessuno ha raggiunto lo stadio di blastocisti.
    Dal centro mi hanno detto che sconsigliano di ripetere un altro ciclo perché vista la situazione di bassa risposta i rischi superano i benefici e mi consigliano una eterologa. Pensa che sia un parere medico corretto o che dovrei riprovare con un nuovo ciclo? Inoltre ritiene che la PGT-A nel mio caso sia consigliabile? La ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Gentile Carlotta, uno dei problemi della pcta è proprio questo, quello di dover arrivare necessariamente a blastocisti.
      Non conoscendo il tuo caso è impossibile dare un parere preciso; la tua risposta ovarica non è stata molto alta in effetti ma, istintivamente e senza conoscere come dicevo il tuo caso, io un tentativo di transfer in terza giornata lo farei. La pgt-a non è certo obbligatoria, potrebbe essere opportuna per ridurre i rischi di abortività. È anche vero però che tu sei portatrice di questa anomalia, e, da quello che comprendo, sei una persona perfettamente in salute. io ti potrei consigliare di fare un’altra consulenza genetica per valutare il rischio di trasmissibilita e il rischio di abortività. Se questo non fosse molto alto forse un tentativo senza pgt-a, in modo probabilmente di arrivare ad un transfer, e io lo farei…
      Per andare in ovodonazione c’è sempre tempo…

      Rispondi
  9. Elena

    Gentile dottore. Soffro di endometriosi profonda che ha compromesso entrambe le tube e una condizione di Kissing Ovaries. Ho fatto questo mese un pick up da cui hanno prelevato 20 ovociti, 13 si sono fecondati e solo 4 sono arrivati a blasto. Il rapporto é il seguente BL 4AA; BL
    4BB; BL 3BB; BL 4AB.
    Come giudicherebbe questo risultato? Secondo lei é buono?

    Rispondi
  10. Melania

    Salve dottore,
    la scorsa settimana ho fatto il mio primo pick-up: su 9 follicoli sono stati prelevati 3 ovociti, di cui solo due maturi e uno fecondato.
    Oggi, in quinta giornata, non abbiamo raggiunto lo stato di blastocisti ma solo di morula.
    Dato che ho la riserva ovarica bassa, mi hanno proposto il protocollo della doppia stimolazione.
    Cosa ne pensa?
    Età 32 anni, ormone antimulleriano 1,23.
    Grazie mille.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Cara Melania, la risposta ovarica non è stata molto alta, in effetti. Anche se il tuo Amh in realtà non è così basso. Il dualstim, oppure una stimolazione successiva un mese dopo l’altro, a mio parere non ha in realtà grosse differenze. È chiaro che nel dualstim si risparmia un po’ di tempo, ma tu non hai una situazione così critica da costringerci ad agire in assoluta velocità, come nei casi, per esempio, oncologici..

      Rispondi
      • Melania

        Secondo lei come mai la mia risposta non è stata così alta? Sono stati utilizzati farmaci non adatti alla mia situazione?
        Non mi spiego come mai su 9 follicoli ne sono stati prelevati solo 3 e ora mi hanno spinto a stimolare, sullo sesso ciclo, gli altri sei.
        Cosa devo aspettarmi dal secondo pick-up?

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Melania, non saprei cosa dirti… Devi affidarti al tuo centro che di sicuro starà facendo la terapia migliore per te… È impossibile per me ovviamente darti qualsiasi risposta perché non sono il tuo medico curante, non ho visto i follicoli, non so che farmaci stai usando, non ho visto la dinamica di crescita follicolare, non ho visto i tuoi esami ormonali e quindi è impossibile darti una risposta…

          Rispondi
  11. Chiara

    Buongiorno Dottore, ho da qualche giorno finito il mio 3 ciclo di fecondazione assistita (il primo con ICSI non andato a buon fine, il secondo con FIV con aborto spontaneo alla circa 6 settimana e il terzo anche con FIV). Mi hanno prelevato 13 ovociti che hanno prodotto 7 embrioni, 2 mi sono stati trasferiti in 3° giornata mentre gli altri 5, purtroppo, non sono arrivati a balstocisti per cui non sono stati congelati. Il motivo per cui stiamo facendo la fecondazione assistita è per sterilità maschile in seguito a un varicocele importante a cui è stato operato circa 1 anno fa (dopo la prima ICSI). Ora stiamo facendo gli esami per la frammentazione del DNA per arrivare a fondo del problema. Ora la mia domanda è, secondo lei il fatto che i 5 embrioni non si siano sviluppati in Blastocisti può voler dire che anche questo ciclo andrà male? la mia paura è dover affrontare nuovamente quello che ho dovuto passare con il secondo ciclo di PMA, aborto alla 6 settimana. La ringrazio in anticipo per una sua gentile risposta.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Cara… La verità è che non lo sappiamo. Noi non sappiamo se magari proprio quegli embrioni che sono stati trasferiti in terza giornata sarebbero diventati blastocisti… Il fatto che gli altri non sono diventati blastocisti potrebbe essere dovuto ad un problema seminale, ma in realtà anche di questo non siamo certi. Perché è relativamente normale che da 7 embrioni 5 si possano fermare…
      Purtroppo, sai, anche la frammentazione del DNA degli spermatozoi, che tante speranze aveva dato negli ultimi anni, in realtà si sta rivelando un dato molto fluttuante e poco prognostico sul risultato. La verità di tutto quanto questo è che più che cercare le cause del mancato impianto, che sono difficili da trovare (e anche se si trovano non si è sicuri che siano la vera causa…) l’unica soluzione è ripetere più cicli FIVET-ICSI. Io capisco bene lo sforzo emotivo ed economico di tutte questi trattamenti, ma, lo stato attuale, trovare le cause dei fallimenti è pressoché impossibile, mentre sicuramente ripetere più cicli FIVET ICSI aumenta le chance di gravidanza in modo decisivo, più di tanti esami.
      Non è bello, non è elegante, ma così è…

      Rispondi
  12. Delia

    Salve dottoressa, io sono alla seconda icsi e mio marito alla seconda tesa causa azoospermia ostruttiva. La prima icsi su 13 ovuli fecondati solo 2 sono arrivati a blastocisti li abbiamo congelati perché io ero in iperstipolo forte e trasferiti poi…ma senza risultato positivo…. Dall ultimo pik up mi hanno trovato 11 ovuli di cui dapprima erano 5 buoni poi in 3 e 4 giornata sono morti tutti tranne 1 che è arrivato a blastocisti e hanno congelato. Ora sto aspettando per il transfer ……mi chiedo da cosa può dipendere il fatto che ne muoiano così tante?…. non abbiamo problemi di dna ne io ne mio marito solo lo stesso gruppo sanguigno…. è poi la dottoressa mi ha chiesto di vederci perché mi vuole proporre qualcosa però forse è meglio parlarne da vicino mi ha detto….ho un po d ansia

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Cara Delia, e ovviamente difficile dire cosa potrebbe dirti la collega :-)
      Se io dovessi fare un’ipotesi, senza conoscere il caso specifico, è che la tua risposta ovarica è molto buona ma gli spermatozoi recuperati da TESE probabilmente non riescono a dare una fertilizzazione sufficiente. Quindi immagino che la collega voglia valutare con voi questo aspetto… E, in ogni caso, se ne parla dopo il transfer perché magari questo è l’embrioncino giusto :-)

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  13. Francesca

    Buonasera dottoressa, avrei due domande.
    Ho 45 anni appena compiuti, una gravidanza naturale 2 anni e mezzo fa, a inizio aprile mi sono sottoposta a stimolazione ovarica, poi ho fatto il pick up e sono stati recuperati 4 ovociti tutti fecondati, alla 6 giornata, sabato scorso mi è stata trasferita una blastocisti. Secondo lei quante possibilità ho che l’embrione attecchisca per una gravidanza? Al momento non ho particolari sintomi se non il seno un po’ dolorante. Inoltre, dal referto si è evinto che gli altri 3 embrioni sono stati smaltiti perché non idonei (due si sarebbero arrestati a 6 celle e uno a 12 cellule) domanda.. almeno quello di 12 cellule non poteva essere congelato? Grazie infinite

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    • Dr. Pastorella

      Cara signora, il fatto di aver avuto una gravidanza precedente aumenta le sue chance di gravidanza. È chiaro che però ha 45 anni le probabilità di aborti e di anomalie genetiche siano abbastanza alte, quindi bisogna essere molto realistici. Io non saprei dare un valore di probabilità numerico, ma immagino si possa parlare del 5% di poter avere una gravidanza a termine. Il che non indica che non valesse la pena di provarci!
      Gli embrioni sono stati portati a blastocisti, quindi quelli più piccoli, per capirci quelli di 12 cellule, erano già arrestati nel loro sviluppo quindi non aveva senso congelarli quando sono stati valutati in quinta o sesta giornata, perché si erano già arrestati

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  14. Sara.8m

    Gent.ma dott.ssa, grazie per il lavoro che svolge, è di grande supporto a tutti noi che stiamo svolgendo questo percorso così duro.
    Ho 31 anni con una ridotta riserva ovarica.
    Ho fatto tre pick-up per un totale di circa 30 follicoli che hanno portato a 9 fecondazioni, ma col raggiungimento di una sola blastocisti.
    Tutti gli embrioni si sono sempre fermati in terza giornata e non sono più andati avanti.
    Il nostro ginecologo ci ha detto che probabilmente ci sarà qualche problema latente nel gamete maschile o femminile che non consente la formazione della blastocisti e ci ha molto scoraggiati sul proseguire dicendo che in questi casi il percorso è un calvario fatto solo di delusioni.
    Noi siamo molto scoraggiati e ci terrei a sapere il suo parere professionale.
    Grazie di cuore.

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    • Sara.8m

      Ho dimenticato di specificare che il mese successivo abbiamo provato a fare il transfer dell’unica blastocisti formatasi ma è andato male. Le beta dopo 10 giorni erano a 3,2.

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    • Dr. Pastorella

      Gentile signora, la ringrazio delle belle parole. È sempre molto difficile dare un giudizio “a distanza” senza conoscere tutti i particolari. Su 3 pick-up 9.embrioni non sono molti, ma non è neppure un risultato così negativo. Io, prima di pensare ad una sostituzione degli ovociti o degli spermatozoi, sinceramente consiglierei di provare a fare un transfer in terza giornata senza aspettare la formazione della blastocisti. È molto discutibile questo sistema, ma nel suo caso io proverei a cambiare tutte le variabili possibili. Non abbiamo ancora la certezza che un embrione in terza giornata non possa in realtà essere aiutato dall’ambiente uterino a formarsi e quindi a diventare blastocisti, quando magari non lo diventerebbe dei nostri incubatori. Probabilmente questo non succede frequentemente, ma è possibile che succeda e data la sua situazione io proverei anche questa ultima strategia. Chiaro che altre variabili potrebbero essere giocate, per esempio una MACS per selezionare gli spermatozoi, tanto per dirne una, oppure valutare se fare sia FIVET che ICSI… Chiaro, le strategie possono essere molte, ma data la sua giovane età prima di pensare a tecnica eterologa io proverei ancora, sinceramente, almeno un’altra volta…

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      • Sara.8m

        Gent.ma dott.ssa grazie molte per avermi risposto.
        Noi non ce la sentiamo effettuare una fecondazione eterologa per cui faremo un altro tentativo questo mese in duo stim, non so se la stimolazione ovarica in questo caso darà una risposta più o meno confortante.
        Dunque, se ho capito bene, lei effettuerebbe un transfer in terza giornata senza attendere la formazione di blastocisti che potrebbero non formarsi causando la perdita dell’embrione?
        Ritiene dunque verosimile che la causa di tale arresto in terza giornata sia addebitabile ad una alterazione cromosomica latente del gamete maschile o femminile e che in tal caso non si possa intervenire in alcun modo? E secondo lei si manifesterà sempre su tutti gli embrioni o c’è una percentuale di possibilità che non si manifesti sempre? Ha visto casi di questo tipo?
        Vista la sua gentilezza ne approfitto anche per dirle che purtroppo lo scorso anno in un intervento in laparoscopia è stato riscontrato il mancato passaggio del blu di metilene da una tuba ed uno stentato passaggio dall’altra tuba. Ritiene che si possano riaprire in qualche modo o è una condizione permanente che dunque escluderà sempre di rimanere incinta in modo naturale?
        Grazie infinite.

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        • Dr. Pastorella

          Per quanto riguarda gravidanza naturale, non è escludibile, anche se ovviamente non conosco le altre vostre caratteristiche. Io riterrei ragionevole riprovarci appunto perché non è detto che questa latente alterazione cromosomica, se c’è, si manifesti in tutti gli embrioni. È un’ipotesi possibile ma non dimostrata. Come le dicevo, una selezione degli spermatozoi tramite MACS, non è detto che non potrebbe migliorare la situazione, poiché non sappiamo se la causa di questo mancato sviluppo blastocisti sia imputabile a ovociti oppure a spermatozoi. E comunque io ho un transfer in terza giornata lo proverei…

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  15. Alessandra

    Buongiorno, ho trovato questo articolo interessante e molte mie perplessità sono andate via…. Io ho fatto pick up ieri, sono stati prelevati 7 ovociti, dei quali 3 vuoti, e 4 maturi, di questi 4 solo 3 sono stati fecondati, ho avuto la risposta stamattina…. La mia ginecologa mi ha detto che trasferisce in terza giornata. La mia domanda è : secondo lei era utile aspettare che arrivassero a blastocisti o no? Premetto che è la mia prima Icsi….. Quindi sono impreparata, anche se emotivamente coinvolta! Infatti sono molto giù…. Mi ha detto che ho una riserva ovarica bassa. Ho 36 anni con antimulleriano a 15.36. Grazie

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    • Dr. Pastorella

      Gentile Alessandra, 4 ovociti e 3 trasferiti è un ottimo risultato. A 36 anni “se la gioca bene”. La riserva non è così bassa (immagino che AMH 15.36 sia dosato in pmol/L non in ng). Io direi di fare un transfer in terza giornata, se trasferirà un embrione. Eventualmente gli altri li può portare a blastocisti ed eventualmente vitrificarli. Esistono un sacco di strategie, ogni Centro usa le sue… Per esempio io sto riducendo i transfer a blastocisti a fresco per via della possibile alterazione dell’endometrio… Si fidi della sua ginecologa!

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  16. Elisabetta

    Buongiorno dottoressa. Ho 33 anni e Ieri ho fatto il mio terzo pick-up… su 6 ovociti solo 2 fecondati che ovviamente non si sa se arriveranno in 5giornata. Il mio problema è che produco abbastanza ma tutte e 3 le volte questi ovociti non erano maturi.
    Il mio amh è 2.2 e tutti gli esami ormonali sono nella norma. Facciamo icsi con seme crioconservato. Da cosa pensa possa dipendere?

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    • Elisabetta

      Ah, questa volta sto facendo la doppia stimolazione, pensa che possa aumentare le probabilità di arrivare a più blasto da vitrificare?

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    • Dr. Pastorella

      Elisabetta, è impossibile rispondere… Bisognerebbe vedere bene la dinamica di crescita dei follicoli, capire se è stata fatta una fase di soppressione con la pillola, capire il tipo il dosaggio di farmaco la variazione del farmaco durante la stimolazione… Quindi comunque è una valutazione impossibile da fare.. La doppia stimolazione è semplicemente una doppia stimolazione, cioè si stimolano due volte le pazienti invece che stimolarle una volta. Quindi chiaramente si recuperano più ovociti perché si fanno due stimolazioni, invece che una….

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  17. Gloria

    Salve, io e mio marito abbiamo 40 anni, abbiamo fatto la stimolazione e sono stati prelevati 10 ovociti, 9 buoni, 4 sono diventati embrioni in terza giornata categoria 8A e sono stati congelati. Ho fatto due transfer con due embrioni per volta e non sono andati a buon fine. Vista la mia età non era meglio tentare di portarli a blastocisti e fare l’esame genetico??? Alle spalle ho una IUI fallita, mio marito ha astenozoospermia. Nel frattempo non so come sia messo ormai il mio amh, in quanto non ho capito ancora quale sia, nell’arco di 6 mesi lo scorso anno, prima di iniziare l’iter, è passato da 2.10 di aprile a 0.5 di luglio a 1.79 di ottobre, esame fatto in 3 diversi laboratori, lei mi consiglia di ripeterlo adesso? Grazie

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    • Dr. Pastorella

      Gentile Gloria, probabilmente portarli a blastocisti non avrebbe cambiato il corso della sua storia. Nel senso che magari avrebbe fatto meno transfer (dipende da quante blastocisti sarebbero venute, probabilmente 1, quindi un solo transfer, ma forse anche 2) e comunque l’esito sarebbe stato probabilmente lo stesso. Anche la PGT-A (la vecchia PGD, la diagnosi preimpianto) sarebbe stata inutile. Non avrebbe migliorato le capacità di attecchimento (se una blastocisti è aneuploide, è aneuploide – anche se di questo io ho parecchi dubbi…) e quindi magari non avrebbe fatto il transfer. Ma certo non avrebbe avuto possibilità maggiori di gravidanza (anzi, probabilmente minori, perchè è probabile che la PGT-A/PGD escluda embrioni in grado di dare gravidanze normali…)

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  18. Bibi

    Buongiorno,
    Io e mio marito siamo portatori sani di beta talassemia.
    Abbiamo avuto una gravidanza naturale terminata purtroppo con IVG a 12+6 per feto affetto.
    Ora la paura di riprovare è tantissima, abbiamo 30 anni io e 32 mio marito, la gravidanza è stata ottenuta in fretta.
    Ci chiediamo se sia il caso di affidarsi a pma con diagnosi pre-impianto, oppure riprovare in maniera naturale con tutti i rischi di trasmissione della malattia che ciò comporta.
    Le mie perplessità sono sullo stress fisico ed emotivo della pma, nonchè sulla impossibilità di sapere che effettivamente andrà tutto a buon fine.
    D’altro canto riprovando in maniera naturale rimarrebbe lo stress emotivo e quello fisico in caso di ulteriori IVG.
    La ringrazio per l’attenzione che vorrà porre al mio dilemma.

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    • Dr. Pastorella

      Gentile signora, io immagino la difficoltà di questa scelta… ma sinceramente non avrei dubbi e consiglierei una PMA con diagnosi preimpianto. Bisogna chiarire che la diagnosi preimpianto può essere fatta per cercare una malattia specifica, come nel suo caso, e in questo caso si chiama PGT-M, oppure per cercare genericamente delle aneuploidie, e in quel caso si chiama PGT-A. Questa seconda tecnica continua ad avere, a mio parere, moltissimi lati oscuri.
      Nel suo caso, invece, sapendo qual è la mutazione da cercare, io consiglierei assolutamente di farlo. Lei, avendo già avuto la gravidanza, ha moltissime chance di produrre embrioni (in quanto voi non siete una coppia infertile.). Per cui direi che lo stress della PMA, che sicuramente è presente, è però inferiore a quello di un’altra gravidanza a rischio di IVG…

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Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente.
Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica.
Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue.
Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.