Ovodonazione: cos’è e come funziona la donazione di ovuli

Written by Dr. Pastorella
7 Settembre 2021
Fra le diverse tecniche di fecondazione assistita, quella che da sempre genera più interrogativi è l’ovodonazione, la donazione di ovuli, una tecnica di secondo livello eterologa. Oggi cerchiamo di fare chiarezza su questo trattamento e di rispondere a tutte le domande più frequenti sull’ovodonazione, per aiutarti a conoscerla e capirla.

Ovodonazione

Che cosa è la ovodonazione?

Con ovodonazione si intende la donazione di ovociti da parte di una donna (donante) ad un’altra (ricevente). Gli ovociti, che sono prodotti all’interno delle ovaie, in una struttura chiamata follicoli, solo l’elemento essenziale della riproduzione, assieme agli spermatozoi.

Perché una donna dovrebbe aver bisogno degli ovociti di un’altra? 

Sostanzialmente perché non ha più ovociti (si trova in una situazione di menopausa/premenopausa) oppure gli ovociti hanno una cattiva qualità (ripetuti fallimenti di PMA; età sopra i 44 anni).

Le cause possono essere molteplici. Fra le più frequenti figurano:

  1. L’età. Quando l’età della donna supera, indicativamente, i 44 anni, le possibilità di gravidanza diminuiscono in modo significativo e le probabilità di partorire un bambino sano sono estremamente remote.
  2. La bassa riserva ovarica, che porta ad una scarsa produzione di ovociti, in fase di stimolazione ovarica per la PMA, e quindi porterà ad avere una riduzione delle chance di gravidanza.
  3. Interventi chirurgici che hanno in parte o totalmente lesionato le ovaie, riducendo quindi la loro capacità di produrre ovociti.
  4. Irradiazione della pelvi, per tumori, o trattamenti chemioterapici che hanno lesionato la riserva ovarica.
  5. Fallimenti ripetuti di PMA. Quando siamo di fronte a ripetuti e inspiegabili fallimenti della PMA, una causa potrebbe essere quella di un danno, non riconoscibile, della qualità ovocitaria. La soluzione, quindi, sarebbe rappresentata dalla sostituzione degli ovociti. Nulla esclude che, in questa situazione, non possa essere opportuno sostituire anche gli spermatozoi.
  6. Menopausa Precoce. Vi sono dei casi in cui, principalmente per ragioni chirurgiche o genetiche, la paziente va in menopausa precoce, nonostante la giovane età (non è infrequente trovare pazienti di 30 anni con esaurimento precoce della funzione ovarica, senza alcuna causa nota).
  7. Cause più rare sono anomalie genetiche, infettive o poliabortività non altrimenti risolvibili.

L’ovodonazione è legale in Italia?

L’ovodonazione non era inizialmente permessa in Italia dalla legge 40/2004. La sentenza della Corte Costituzionale del 9/4/2014 ha, invece, considerato illegittima questa parte della legge, rendendo la fecondazione eterologa (con donazione, cioè di ovociti o di seme) permessa e oramai attuata da anni in quasi tutti i Centri di Procreazione Assistita d’Italia.

Su chi può essere eseguita?

Deve essere eseguita su coppie: 

  1. maggiorenni
  2. di sesso diverso
  3. con età massima di 50 anni per lei (e 65 per lui)
  4. Sposate o conviventi da più di un anno

Il limite di età, soprattutto quello della donna, non è una indicazione esplicita della legge, ma è una convenzione ragionevole che evita di esporre la donna ad eccessivi rischi, essendo la gravidanza un evento stressante per l’organismo che, in età avanzata, va a rischio sempre più di complicanze quali la gestosi, il parto pretermine, il difetto di crescita fetale, patologie placentari ecc…

L’ovodonazione, in Italia, è controllata da leggi?

È una procedura controllata da norme e regole molto severe. La donatrice (o il donatore di seme) vengono sottoposti ad esami del sangue per esclusione delle malattie infettive (come epatite B e C, VDRL, HIV, CMV), a valutazione medica generale, a mappa genetica (cariotipo), ricerca della mutazione della FC e valutazione psicologica. Tenete conto che, normalmente, vengono escluse più del 50% delle pazienti che si presentano ad un centro per donazione.

I donatori devono essere giovani (limite massimo di 33 anni per le donne (35 per gli uomini), questo per garantire una qualità potenzialmente migliore degli ovociti (e del seminale). È chiaro che non è possibile garantire la nascita di un bambino sano (che dipende da moltissimi fattori, non esclusivamente di derivazione ovocitaria). Sono, però, doverosi tutti gli accertamenti che vengono eseguiti (e che, tenete conto, non vengono effettuati di routine neppure sulle “normali” gravidanze spontanee).

Perché le donatrici, donano?

La donazione di ovuli è un gesto: 

  • gratuito 
  • anonimo 
  • altruistico

È un regalo da parte di una donna che vuole dare ad un’altra la possibilità di avere un figlio. È un gesto simile, se si vuole, alla donazione di cornea, alla donazione di sangue o alla donazione di cellule staminali. È un gesto d’amore che una donna fa per un’altra, perché la salute di una persona non è solo la salute fisica, ma anche quella psicologica, e non avere un figlio può rappresentare un danno psicologico estremamente profondo e invalidante. Questo, le donatrici, lo sanno. Ecco perché si mettono a disposizione per donare, in modo anonimo, i loro ovociti.

Ma le donne non perdono la loro fertilità donando gli ovociti? 

Le donne nascono con una certa quantità di ovociti che viene progressivamente “persa” durante la vita. Anche nella fase pre puberale le donne distruggono spontaneamente e progressivamente parte dei loro ovociti. Quando entrano nella pubertà continuano questo meccanismo di “perdita” spontanea dei propri ovociti, ma ne portano anche uno ad ovulazione tutti i mesi. Vi è, quindi, una perdita naturale e fisiologica progressiva degli ovociti che porterà, alla fine, alla comparsa della menopausa.

Quando noi stimoliamo l’ovulazione, in realtà intercettiamo quegli ovociti che andrebbero distrutti spontaneamente in quel mese. Non causiamo una diminuzione della riserva ovarica. Le donne possono donare ovociti senza avere conseguenze, in qualche modo come fosse una donazione di sangue.

C’è un limite di donazione?

Si, dopo 10 bambini nati la donante non potrà più donare ovociti. Questo per diminuire il (comunque bassissimo) rischio di possibile consanguineità tra i nati (cioè che si cerchino una gravidanza due nati da eterologa provenienti dagli ovociti della stessa donante)

Ma cosa avrà di me questo bambino?

La genetica è importante. È chiaro che se un bambino nasce da un ovocita donato non ha la stessa genetica della madre che lo porta in utero. È però noto che le variazioni genetiche tra tutti gli esseri umani sono minime, risultando invece più importanti le variazioni chiamate epigenetiche. Queste variazioni sono l’attivazione o lo spegnimento di alcuni geni che sono presenti all’interno del DNA. Questo è quello che fa la vera differenza tra individui essendo il DNA molto simile tra tutti quanti.

La mamma, che tiene in utero il suo bambino, sarà in grado di “accendere” o “spegnere” questi geni e quindi sarà in grado di modificare profondamente questo bambino con le proprie sensazioni, con la propria alimentazione, con i propri comportamenti fisici e ambientali. Vi sono moltissimi studi che hanno dimostrato l’importanza dell’epigenetica e dell’ambiente sull’attivazione o meno di zone del genoma. Il bambino nato da ovodonazione sarà quindi “plasmato” da quella mamma. Sarà il suo bambino, diverso da qualsiasi altro, perché sarà stato nella sua pancia.

La somiglianza madre-figlio

La somiglianza tra la donatrice la ricevente è un elemento importante perché aiuta psicologicamente la madre ad accettare una procedura che, lo sappiamo, ha un impatto emotivo estremamente profondo. Per legge, in realtà, al fine di evitare scelte eugenetiche, la coppia non può scegliere le caratteristiche della donante, ma sarà cura dei Centri (sia del Centro ricevente che del Centro donante) assicurare ragionevolmente una compatibilità.

Per questo viene valutata compatibilità di:

  • Gruppo sanguigno 
  • Ricerca di una somiglianza su questi parametri: 
    • tipo di capelli
    • peso
    • altezza
    • tipo di capelli
    • colori di capelli
    • colore degli occhi
    • carnagione
    • nazionalità 

Esiste anche un’opzione che cerca, in assoluto anonimato e senza invio delle immagini, la maggior somiglianza possibile tra la donatrice e la ricevente. Questa tecnica si basa sulla ricostruzione matematica del volto della donante e della ricevente, cercando le somiglianze “matematiche” quali la forma della faccia, la distanza tra gli occhi ecc…

Il mio bambino potrà mai venire a sapere da chi sono arrivati gli ovociti donati

La legge è molto chiara ed esclude la possibilità da parte della donatrice di rintracciare il bambino eventualmente nato. Esclude anche il contrario, cioè che il bambino possa sapere chi ha donato gli ovuli per lui. Il bambino potrà sapere, se glielo volete dire, che è nato perché la mamma gli ha voluto così bene che si è sottoposta a delle cure ormonali così importanti, e dal forte impatto emotivo, pur di averlo. E saprà che, nel mondo, un’altra donna, chissà chi, è stata così buona ad aiutarlo a nascere.

Neppure noi conosciamo la donatrice, né il Centro che fa la donazione conosce la nostra paziente. Questa è la scelta giusta. La conoscenza di donatrice e ricevente causerebbe un impatto emotivo troppo importante. La donazione di ovociti è a tutti gli effetti una donazione, Chi dona il sangue sa che sta facendo un dono a delle altre persone, e non conosce a chi avrà salvato la vita. Chi dona un ovocita sa sta facendo un dono, e la felicità, di altre persone, senza conoscerle.  

Come funziona l’ovodonazione?

  1. Quando la coppia ha deciso di procedere all’ovodonazione, prende un appuntamento presso il nostro centro per la richiesta di trattamento. La coppia è già stata valutata precedentemente, per verificare se vi fossero le condizioni psicologiche e fisiche per poter accedere all’ovodonazione. In questo controllo preliminare a volte chiediamo degli esami (per esempio una valutazione della funzionalità cardiaca o, per esempio, una valutazione attenta della cavità uterina, con isteroscopia). Noi invitiamo, inoltre, ad un incontro con il nostro psicoterapeuta, Dr. Marco Ballico, per una consulenza che aiuta la coppia negli aspetti psicologici di quello che sappiamo essere un percorso emotivamente molto difficile.
  2. A questo punto si possono raccogliere le caratteristiche somatiche e il gruppo sanguigno della coppia e avviare la procedura di ricerca della donatrice. Nel frattempo la Coppia viene sottoposta ad accertamenti per le malattie infettive ed eventuali approfondimenti o terapie di preparazione per aumentare le possibilità di attecchimento in utero dell’embrione.
  3. La ricerca della donatrice si svolge presso il nostro centro affiliato. Presso questo centro viene individuata la donatrice compatibile, viene posta in stimolazione di superovulazione e viene effettuato il pick-up con il recupero degli ovociti. Se questi ovociti risultano essere di buona qualità si procederà alla loro vitrificazione e si concorderà l’invio in Italia, con trasporto effettuato da biologi via terra.
  4. Quando noi abbiamo conferma dell’avvenuta vitrificazione degli ovociti, contattiamo la coppia per procedere alla preparazione dell’endometrio. Viene valutata la data della mestruazione, concordata una fase di soppressione ovarica, che viene effettuata con una pillola contraccettiva, per mettere a riposo la funzionalità ovarica della ricevente e poi una preparazione endometriale che viene fatta molto semplicemente con qualche pastiglia, oppure anche sul ciclo completamente spontaneo e naturale.
  5. Ad un controllo ecografico, quando verificheremo che l’endometrio è adeguato, si concorderà come il marito la raccolta del liquido seminale, lo scongelamento degli ovociti della donatrice e la loro fecondazione tramite tecnica ICSI.
  6. Il giorno successivo alla fecondazione, la coppia viene contattata dalla nostra equipe biologica per indicare e informarli quanti ovociti hanno ottenuto una fertilizzazione regolare. In quell’occasione si concorderà anche il giorno del transfer embrionale
  7. Il transfer è una procedura ambulatoriale, della durata di pochi minuti, assolutamente indolore. Dopo 10 minuti di riposo la paziente viene dimessa e può avere una vita del tutto regolare, quindi con una normale attività fisica, lavorativa e sessuale.

Ci sono rischi per la ricevente?

Abbiamo scritto un articolo sui rischi reali dell’ovodonazione. Per quanto riguarda la madre, questi sono molto bassi e principalmente dipendenti dall’età materna e non dalla fecondazione eterologa.

I rischi sono altrettanto bassi per il bambino nascituro, provenendo questo da un ovocita giovane. Il rischio di anomalia genetica è quindi molto raro.

Quanto costa l’ovodonazione?

Il costo di una fecondazione eterologa, ovvero una ICSI con ovociti da donatrice, nel nostro centro ha un costo di 6.650 €, prezzo che comprende l’intera procedura.

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Disclaimer

Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente. Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica. Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue. Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.

Commenti

6 Commenti

  1. Michela

    Buongiorno Dottore volevo chiederle un informazione ho fatto ovodonazione blastocisti. Beta al 10pt 220 al 12pt 540. Ieri al 5.5 faccio ecografia per piccole perdite di sangue trovano embrione di 2 mm con battito cardiaco. Posso sperare o è troppo piccolo?

    Rispondi
      • Michela

        Perfetto grazie mille Dottore.
        I sintomi io ne ho pochi. Ci sono giorni in cui ho qualche fitta all’utero e giorni che ho qualche dolorino al seno e giorni in cui non ho nulla. Di nausee neanche l’ombra. È possibile che che questi sintomi compaiono poco o quasi per nulla ? Che spariscano?

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Si, come scrivevo, i sintomi non hanno (purtroppo) alcun significato, che ci siano o meno , che compaiano o scompaiano….

          Rispondi
  2. Luisa

    Volevo chiederLe un informazione che nn c’entra con la pagina:
    Sono in gravidanza d tre mesi quasi e da un mese che mi è tornata la cefalea muscolo tensiva mista emicranea. Non passa con la Tachipirina ed è quotidiana.
    La curavo con tre gocce di laroxyl, mi hanno vietato di prenderlo. E’ così pericoloso ?

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Si, Luisa, è un farmaco controindicato in gravidanza. Senta il suo ginecologo per le alternative, ce ne sono (ma io ovviamente non la conosco e non posso consigliare medicine “via internet” :-)

      Rispondi

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Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica.
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