Domanda di:

Giovanna

OVODONAZIONE: è una soluzione?

Per poter parlare di ovodonazione in modo lucido bisogna prima tenere presente alcune cose:

  1. L’età della donna è un fattore fondamentale. Dai 44 anni la probabilità di gravidanza, nel senso di rimanere incinta e portare avanti la gravidanza fino al parto di un bel bambino, è un evento con probabilità probabilmente intorno all’1 % . Questo è dovuto alla qualità ovocitaria che diminuisce progressivamente dalla nascita della donna fino alla menopausa.
  2. A volte le ovaie, per quanto in donne giovani, sono “esaurite” nella loro funzione, soprattutto per interventi chirurgici (per esempio per endometriosi) oppure per chemioterapia oppure, purtroppo frequentemente, per cause non note (sono purtroppo abbastanza frequenti gli esaurimenti ovarici all’eta di 30-35 anni da cause sconosciute)

Allo stato attuale delle nostre conoscenze scientifiche non si riesce a “ringiovanire” le ovaie di queste donne, cioè non è possibile invertire il processo che le ha invecchiate e non fa più produrre ovociti di buona qualità.

A questo punto l’unica soluzione è “sostituire” gli ovociti con ovociti più giovani. Chiaro, chiaro che geneticamente non sono gli ovociti della donna ricevente. Questo è indubbiamente vero. Ma è vero che così si passa da, che so, un 1-2 % di probabilità di gravidanza ad una probabilità del 50% circa (nel nostro Centro). E alla possibilità di “portare in pancia” il proprio bambino, vederlo all’ecografia, partorirlo. Il proprio bambino perché è il bambino che avete fatto nascere, che ha sentito la vostra voce durante la gravidanza, quel bambino che scalciava in certe ore del giorno…

In conclusione. L’ovodonazione è una donazione da una donna ad un’altra donna. È una donazione di amore verso un bambino. È chiaro che non sia una soluzione ottimale, ma in medicina spesso le soluzioni sono subottimali. Allo stato delle nostre conoscenze è la soluzione migliore possibile.

Risposta redatta da:

Dr. Francesco Pastorella