Perché affidarsi all’ovodonazione? Una buona soluzione

Written by Dr. Pastorella
6 Dicembre 2018

Per poter parlare di fecondazione eterologa con ovodonazione in modo lucido, cercando di ridurre, se si può, l’emotività, bisogna prima tenere presente alcune cose:

  1. L’età della donna è un fattore fondamentale. Dai 44 anni la probabilità di gravidanza, nel senso di rimanere incinta e portare avanti la gravidanza fino al parto di un bel bambino, è un evento con probabilità probabilmente intorno all’1 % . Questo è dovuto alla qualità ovocitaria che diminuisce progressivamente dalla nascita della donna fino alla menopausa.
  2. A volte le ovaie, per quanto in donne giovani, sono “esaurite” nella loro funzione, soprattutto per interventi chirurgici (per esempio per endometriosi) oppure per chemioterapia oppure, purtroppo frequentemente, per cause non note (sono purtroppo abbastanza frequenti gli esaurimenti ovarici all’eta di 30-35 anni da cause sconosciute). A questo serve l’Ormone Antimulleriano (AMH), l’ormone che ci informa appunto sull’età ovarica.

Allo stato attuale delle nostre conoscenze scientifiche non si riesce a “ringiovanire” le ovaie di queste donne, cioè non è possibile invertire il processo che le ha invecchiate e non fa più produrre ovociti di buona qualità.

A questo punto l’unica soluzione è “sostituire” gli ovociti con ovociti più giovani. Chiaro, chiaro che geneticamente non sono gli ovociti della donna ricevente. Questo è indubbiamente vero. Ma è vero che così si passa da, che so, un 1-2 % di probabilità di gravidanza ad una probabilità del 50% circa (nel nostro Centro). E alla possibilità di “portare in pancia” il proprio bambino, vederlo all’ecografia, partorirlo. Il proprio bambino perché è il bambino che avete fatto nascere, che ha sentito la vostra voce durante la gravidanza, quel bambino che scalciava in certe ore del giorno…

In conclusione. L’ovodonazione è una donazione da una donna ad un’altra donna. È una donazione di amore verso un bambino. È chiaro che non sia una soluzione ottimale, ma in medicina spesso le soluzioni sono sub-ottimali. Allo stato delle nostre conoscenze è la soluzione migliore possibile.

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Disclaimer

Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente. Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica. Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue. Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.

Commenti

2 Commenti

  1. G.

    Buongiorno,

    che bell’articolo. Grazie.

    Ho 33 anni, con esami nella norma. Ho eseguito due stimolazioni ma con brutti risultati. Sia nel primo sia nel secondo hanno recuperato pochi ovociti perché moltissimi follicoli erano vuoti.
    Dei pochissimi ovociti recuperati, non siamo riusciti a fare il transfer nel primo ciclo. Sto aspettando news sul secondo ( solo 1 ovocita recuperato).
    Una domanda. Se dovesse andare male anche questo ciclo ed eventualmente anche il prossimo, l’ovodonazione sarebbe una buona alternativa?
    Il mio endometrio dicono essere buono.

    Quale è la lista d’attesa presso il vostro centro?
    grazie
    G.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Cara signora, che difficile domanda! Decidere un eterologa di ovociti così giovane ritengo sia una scelta molto difficile… Bisognerebbe analizzare con molta calma le induzioni che ha fatto precedentemente. Capire se lei è una normovulatoria, capire il trigger che è stato fatto (Gonasi? Decapeptyl? Ovitrelle?) Aecc… eventualmente uno dei consigli è quello di dosare il livello di LH dopo il trigger. Questo permetterebbe di capire forse l’origine dei follicoli vuoti… diciamo che pensare ad una ovodonazione è prematuro, se almeno si trovasse uno spiraglio di soluzione, o per lo meno un tentativo ragionevole da fare…
      Noi facciamo cicli praticamente continui, l’unica attesa sarebbe fondamentalmente per fare un colloquio con me o con la dottoressa Pietrangelo, c’è una lista di attesa di circa un mese. Ma dopo il colloquio, entrare nei nostri trattamenti è molto veloce.
      Un abbraccio e speriamo che il suo ovocita funzioni e non abbia bisogno di noi :-)

      Rispondi

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Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente.
Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica.
Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue.
Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.