I rischi della ovodonazione: esistono? Quali sono?

da | Lug 23, 2017

Per ovodonazione si intende processo di fecondazione eterologa attraverso il quale una donna ricorre agli ovuli di una donatrice non essendo in grado di concepire un bambino con i propri ovociti per motivi medici o di età.

È chiaro che esistono dei rischi nell’ovodonazione, sia per la madre che per il bambino, e questi sono una delle preoccupazioni maggiori delle coppie che si avvicinano a questa tecnica di fecondazione. Analizziamoli quindi in modo chiaro e, spero, semplice.

Quali sono i rischi nell’ovodonazione?

Innanzitutto e bene chiarire che tutte le donatrici devono essere giovani, con età inferiore ai 31 anni, e sono state sottoposte ad analisi per tutte le patologie più frequenti, sia infettive che genetiche, secondo dei rigorosi obblighi europei. Paradossalmente hanno fatto più esami e sono sicuramente più in salute di una qualsiasi donna giovane che viene a in gravidanza nei nostri ambulatori….

Rischi per la madre

I rischi per la madre, escludendo quelli, molto bassi, della terapia medica con la quale si prepara la madre a ricevere l’embrione, sono essenzialmente dipendenti dall’età materna, non dalla procedura di ovodonazione. È chiaro che una gravidanza a 48 anni è una gravidanza più a rischio che una gravidanza in età più giovanile, principalmente per un aumentato rischio di ipertensione, difetto di crescita, parto prematuro e parto cesareo.

Ed è per questo che noi, ove possibile e con il consenso della coppia, cerchiamo sempre di avere transfer elettivi di singoli embrioni (SET) in modo da limitare al più possibile il rischio di gemellarità, la quale aumenterebbe ulteriormente il rischio, appunto, di parto prematuro, ritardo di crescita, ipertensione e parto cesareo.

Rischi per il bambino

Il bambino, provenendo dalla fecondazione di un ovocita “giovane” ha un rischio di anomalia genetica molto basso, legato appunto all’età della donatrice, non all’età della ricevente. Provenendo poi da pazienti molto studiate possiamo dire che sostanzialmente non presenta più rischi di anomalie genetiche, malformative o infettive di un altro bambino concepito senza ovodonazione. È chiaro che il “bambino sano” non può essere assicurato in una gravidanza da ovodonazione così come non può esserlo in una gravidanza naturale.

È poi da ricordare che la componente genetica è importante per lo sviluppo di un bambino. Ma in questi anni si sta sviluppando una importantissima area di ricerca, chiamata epigenomica, che mostra come il patrimonio genetico del bambino viene profondamente modificato, attivato e inibito dall’ambiente nel quale si trova fino a rendere trasmissibili alla sua prole queste modificazioni.

Bisogna quindi ricordare che la mamma che tiene in grembo un figlio da ovodonazione comunque lo modifica in modo unico e personale. Quel bambino cioè, in un altra madre, avrebbe preso delle caratteristiche diverse perché quel bambino è comunque specificamente legato, non sono dal punto di vista psichico e affettivo, ma anche biologico, alla madre che l’ha tenuto in grembo.

Se questo articolo ti ha aiutato a fare chiarezza puoi scoprire più nel dettaglio la tecnica di PMA oppure richiedere una fecondazione eterologa con ovodonazione nel nostro centro.

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