Tecnica Freeze All: cos’è e come funziona

Written by Dr. Pastorella
1 Aprile 2018

Se stai leggendo questo articolo probabilmente è perché hai sentito parlare della tecnica freeze all. Ma di cosa si tratta? E’ utile?

Freeze All

Il processo biologico che porta ad una gravidanza è un processo complesso che deve tener conto:

  1. della “qualità” dell’embrione
  2. ma anche del “letto” dove l’embrione viene posto. Questo “letto” è la mucosa che riveste internamente l’utero, chiamata endometrio.

Quando noi stimoliamo una ovulazione multipla lo facciamo perché vogliamo ottenere più ovociti e quindi possibilmente un maggior numero di embrioni e quindi più “chance” di gravidanza. Questa stimolazione, però, produce degli elevati livelli di estradiolo, un ormone che agisce direttamente sulla crescita endometriale.

Quando trasferiamo l’embrione ottenuto all’interno dell’utero, questo viene appoggiato quindi su un endometrio che è stato sottoposto a livelli sopra-fisiologici di estradiolo. Questo può essere ininfluente in molti casi (altrimenti non vi sarebbero gravidanze nei casi di transfer immediato dell’embrione), ma in alcuni casi questo endometrio potrebbe essere alterato e “non accettare” un embrione sano.

La tecnica di “FREEZE ALL” vuol dire arrivare al pickup, raccogliere gli ovociti, fecondarli per ottenere gli embrioni, ma non procedere al loro transfer e congelarli (oppure congelare direttamente gli ovociti, prima della fecondazione). Si procederà poi al transfer, in un ciclo nel quale non si stimoleranno le ovaie ma si penserà solo alla preparazione più fisiologica possibile dell’endometrio.

Questa tecnica ha poi il vantaggio non secondario di poter utilizzare un particolare farmaco che permette di quasi azzerare la possibilità di iperstimolazione ovarica. Questo farmaco presenterebbe, però, una lieve riduzione delle gravidanze se gli embrioni venissero trasferiti a fresco. Ecco che quindi il freeze all permette di poter usare questo farmaco, praticamente azzerando il rischio di iperstimolazione ovarica e posticipando il transfer, così da avere una normale frequenza di gravidanza.

In conclusione, nei centri di PMA nei quali vi sia una ottima affidabilità nel congelamento di embrioni/ovociti, come nel nostro Centro, la tecnica di “freeze all” è assolutamente interessante perché:

  1. permette una stimolazione ovarica ottimale;
  2. vi è praticamente un azzeramento del rischio di iperstimolazione ovarica;
  3. permette di trasferire gli embrioni su di un “letto endometriale” ottimale e quindi aumentare le chance di impianto.

Questa tecnica viene usata molto spesso nel nostro centro, effettuando quello che si chiama “CICLO SPLIT“, suddiviso cioè in due parti:

  1. stimolazione ovarica, raccolta di ovociti e congelamento;
  2. preparazione ottimale dell’endometrio e al transfer degli embrioni.

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Disclaimer

Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente. Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica. Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue. Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.

Commenti

12 Commenti

  1. Emma

    Buongiorno dott. Pastorella, quando si possono trasferire gli embrioni una volta sospeso il transfer per rischio lieve iperstimolo e paura di iperstimolazione tardiva nel caso di un’istaurarsi di un eventuale gravidanza? Una volta fatto il pick up e sospesa la terapia si può cominciare già con il primo successivo ciclo (quello che di solito arriva dopo 15 gg dal pick up)? Questo ciclo basta per “smaltire” tutti gli ormoni introdotti con la stimolazione o noi pazienti possiamo fare qualcosa per velocizzare questo processo e riportare l’organismo in sesto (tipo bere tanta acqua e/o tisane antiossidanti, ecc) ? Nel caso di un transfer di embrioni su ciclo spontaneo significa che dopo 10/12 gg noi veniamo monitorate ogni gg per capire il momento dell’ovulazione e quindi non dobbiamo assumere farmaci tipo progynova? Nemmeno il progesterone come terapia di supporto una volta avvenuta l’ovulazione e trasferito l’embrione? Grazie mille!

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    • Dr. Pastorella

      Cara Emma, la pausa tra il mese nel quale è stato eseguito il pick-up e quello in cui verrà eseguito il transfer non serve in realtà per eliminare gli ormoni che noi abbiamo dato. Infatti questi ormoni vengono dati quotidianamente proprio perché la loro emivita è abbastanza breve e scompaiono nel sangue nel giro di 2-3 giorni. La pausa serve per fare ritornare le ovaie al loro volume naturale, riducendo i corpi lutei che potrebbero produrre progesterone quindi interferire con la stimolazione del mese successivo. Quindi la pausa di solito è di circa un mese per permettere alle ovaie un ritorno alla loro normalità. Per quanto riguarda il ciclo naturale, si monitorizza e si attende la tua ovulazione. La maggior parte dei Centri induce l’ovulazione con una fiala di gonasi. Noi, di abitudine, comunque supplementiamo la fase successiva alla ovulazione con progesterone ed estrogeni, per evitare una, remota ma presente, possibilità di insufficienza di produzione degli ormoni da parte del tuo corpo luteo.

      Rispondi
    • Irene

      Buongiorno dottore,

      ho 41 anni (amh 1,7) e mi trovo a rimandare la prima fivet (o qualunque tentativo naturale) a causa di un fibroma che sarà rimosso in laparatomia a fine mese. Mi si prospetta uno stop di almeno sei mesi. E’ consigliabile dopo l’operazione , anche uno o due mesi dopo, che proceda a stimolazione ovarica per il pick up ? Sto pensando che con la tecnica freeze all potrei “congelare” intanto la mia fertilità (tra sei mesi i miei valori potrebbero già essersi abbassati) e procedere al transfert in autunno. E’ un protocollo che si esegue, in casi come il mio? Grazie infinite

      Rispondi
      • Dr. Pastorella

        Emma, hai perfettamente ragione! Allora… 6 mesi a 41 anni non sono drammatici, ma certo sono un periodo lungo… Data la tua età quindi io non avrei dubbi di consigliare di effettuare il pick up degli ovociti (se la risposta ovarica non fosse molto alta si potrebbe pensare anche di effettuare un secondo pick-up) creare embrioni e congelarli.. successivamente ci sarebbe tutto il tempo per procedere alla miomectomia e al transfer avendo avendo “frizzato” la tua età.

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  2. Emma

    Grazie davvero per questo servizio che offrite così utile per noi pazienti. Non credo di aver capito bene solo questa cosa: si può fare il criotransfer subito con il 1° ciclo dopo il pick up (che presumibilmente avviene dopo 15 gg) oppure bisogna aspettare il ciclo successivo (che sarebbe il 2° ciclo) ? C’è qualche differenza o è lo stesso? Cosa è meglio secondo lei? Grazie, grazie, grazie!

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Emma, grazie delle belle parole! Per quanto riguarda la tua domanda io procedo così.
      Faccio una ecografia durante i primi giorni del ciclo mestruale immediatamente successivo al pick-up. Se vedo che le ovaie sono tornate di volume normale e non presentano corpi lutei rilevanti, allora procedo immediatamente a preparare l’endometrio e mi organizzo per il transfer.
      Se invece vedo che vi sono molti corpi lutei allora attendo un mese e vado in trasfer al secondo mese dopo il pickup. C’è comunque uno studio che non mostra rilevanti differenze tra attendere un mese o andare al transfer immediatamente il mese successivo al pick-up. Quindi probabilmente non c’è molta differenza..

      Rispondi
  3. Emma

    Buonasera, volevo sapere la seguente cosa….se il ciclo immediatamente successivo al pick up è scarso e diverso dal solito nel senso che dura meno giorni è un brutto segno per quanto riguarda il transfer (sospeso per rischio iperstimolazione) o la possibilità di fare il transfer sul ciclo spontaneo dipende comunque dai valori ormonali del ciclo nuovo e dall’esito dell’ecografia che guarderà se le ovaie sono rientrate e se l’endometrio è ok e ci sono i corpi lutei, ecc…

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      È normale che sia diverso dal solito. Quindi dipende dagli altri fattori (volume delle ovaie, corpi lutei ecc…).

      Rispondi
  4. Alessandra

    Buongiorno dott. Pastorella. Mercoledì 13 ho effettuato il transfer di una blastocisti congelata. Il primo transfer avvenuto a fresco nel ciclo di stimolazione non ha avuto esito positivo purtroppo. Questa volta ho fatto la
    preparazione su un ciclo medicato (ho fatto puntura decapeptyl al 21esimo giorno circa del ciclo precedente). Ora devo effettuare gli esami beta hCG il 25 ottobre (12 giorni post transfer) ma essendo una blastocisti che mi è parso di capire di 5giorni (4AA, divisione cellulare 8 in espansione) non dovrei effettuare prima il dosaggio? Inoltre questa volta come terapia post transfer oltre al progesterone che devo assumere con 3 ovuli Progeffik da 200+1fiale di plerys al giorno, devo assumere anche 3 compresse di progynova. Questo impedisce l’arrivo del ciclo prima della data prevista degli esami del sangue, se dovesse andare male? Glielo chiedo perché dopo il transfer a fresco purtroppo il ciclo era arrivato qualche giorno prima di fare il dosaggio Beta hCG.
    Grazie per il riscontro.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Sandra, si, sia da te sono quelle che mi hai riferito, In effetti test dovrebbe diventare positivo prima della data che ti hanno consigliato. Potrebbe essere che il tuo centro abbia deciso di non valutare i test di beta HCG troppo precoci, spesso come loro è abbastanza bassi, ma di fare un unico test, lievemente in ritardo, ma in qualche modo “decisivo” per capire come sta procedendo la gravidanza.
      Sì, la terapia che stai facendo di supporto luteale, in linea di massima, non fa vedere le mestruazioni prima del test. Quindi è solo il test che ci dirà com’è andata la gravidanza, non l’anticipo delle mestruazioni, che, come dicevo, non dovrebbero arrivare

      Rispondi
      • Alessandra

        Buongiorno dottore, La ringrazio per il riscontro. Purtroppo anche questa volta nonostante il transfer di blastocisti 4AA l’esito delle Beta HCG è risultato negativo (<1). In questo caso Lei consiglia di indagare già se ci sono dei problemi di impianto oppure di tentare un altro crio-transfer? Ho ancora 6blastocisti 4AA congelate + 6ovociti ma inizio a pensare che vi siano dei problemi nell’attecchimento a questo punto, visto la qualità degli embrioni. Qualche mese fa ho fatto di mia iniziativa un’isteroscopia con biopsia endometriale ma sembrava tutto ok.. ho effettuato visite con vari specialisti e solo uno di questi mi ha diagnosticato un’adenomiosi focale (visualizzata da un’ecografia tvg).
        Cosa consiglia di fare in questi casi? Che ulteriori accertamenti potrei fare? Ho 33anni.

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Alessandra, sempre difficile capire cosa fare… Bisognerebbe vedere nei particolari tutto, per notare se qualcosa “salta all’occhio”… Non ricordo se (e quanti) avevi fallimenti precedenti. Io consiglierei un altro embriotransfer, magari su ciclo naturale (non preparato) oppure viceversa su preparato (se avevi fatto su naturale) ed eventuale terapia antibiotica “ex adjuvantibus”… come vedi ci sono molte “cose” da fare ma nessuna certa (altrimenti ovviamente la faremmo sempre…)

          Rispondi

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Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente.
Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica.
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Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.