Le percentuali di successo al primo tentativo di FIVET e ICSI

da | Mag 29, 2019

 ,Spesso ci viene chiesto quale tecnica sia migliore e quali sono le percentuali di successo al primo tentativo di FIVET e ICSI.

fivet percentuali di successo al primo tentativo

Questa è infatti una domanda legittima che interessa molte coppie che si stanno avvicinando alla PMA. Purtroppo la risposta non è per nulla semplice. Il risultato positivo della FIVET (o della ICSI) al primo tentativo dipende da moltissimi fattori. I principali fattori favorevoli sono due:

  1. L’età della donna
  2. Se vi è stata, o meno, una precedente gravidanza (anche un aborto)

Poi vi sono fattori noti come la risposta ovarica, la qualità del seminale, la presenza o meno di patologie uterine (utero setto, fibromi, polipi ecc), endometriosi e molti altri fattori più o meno noti. In ogni caso la probabilità di gravidanza è intorno, in generale, senza tener conto dell’età, al 30% (con punte di 50%, come nel nostro centro), per le pazienti con meno di 40 anni. In ogni caso la frequenza cumulativa per il PRIMO, SECONDO e TERZO tentativo la potete vedere nella nostra pagina FIVET ICSI PERCENTUALI DI SUCCESSO 2019/20.

Perché TRE tentativi di FIVET-ICSI?

Perché in tre tentativi una coppia si “gioca” le maggiori chance di gravidanza. Al quarto tentativo si hanno meno chance di riuscire a rimanere incinte rispetto ai tentativi precedenti. Questo non vuol dire che non valga la pena di fare un quarto/quinto tentativo. Vuol dire, però, che questa opzione va valutata con attenzione, analizzando bene i cicli precedenti e cercando di capire quali possano essere le cause del fallimento (e se vi sia una possibile soluzione). Questa è la ragione per la quale vengono offerti gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale i farmaci (con il famoso Piano terapeutico NOTA 74).

Tre tentativi sono un ragionevole numero per avere un esito positivo. Tieni comunque conto che è difficile affrontare questo tema in modo generico. Solo studiando bene la “storia” di quella coppia si può capire se valga o meno di fare uno più ulteriori tentativi oltre i tre.

Passaggi fondamentali per lo sviluppo di una gravidanza

Ci sono alcuni fattori che possono determinare il successo di una Fivet/Icsi al primo tentativo. Questi sono:

1. Ottenere una buona risposta ovarica. Per fare questo noi utilizziamo varie tecniche ma sostanzialmente cerchiamo di inibire gli ormoni del ciclo precedente con una pillola contraccettiva. Questo ci permette di stimolare le ovaie da uno stato “di riposo” quindi senza influenza dell’ovulazione del mese precedente. Di solito poi usiamo due tipi di gonadotropine assieme in modo di avere sia una stimolazione con gonadotropina ricombinante + gonadotropina naturale.

In questo modo dovremmo intercettare anche quelle pazienti che, per ragioni di anomalie recettoriali, rispondono solo a una di queste tipi di gonadotropine. Al momento del pick up controlliamo il livello del progesterone, se questo si fosse alzato nel sangue potrebbe influenzare l’impianto dell’embrione nell’utero. in questo caso andremo ad un congelamento elettivo degli embrioni.

2. È importante rispettare tempi di fertilizzazione in laboratorio ma anche non raccogliere con troppo anticipo il liquido seminale per evitare danni agli spermatozoi che magari non vengono utilizzati immediatamente. L’organizzazione del laboratorio, il quale eviterà un numero eccessivo di pick up giornalieri, continue aperture /chiusure degli incubatori, con relativo squilibrio delle temperature, dell’umidità e dell’ossigeno, è un fattore determinante per il risultato.

3. È importante, se non fondamentale, la decisione se trasferire o meno gli embrioni a fresco. Questo vuol dire, come spiegavamo prima, che se vi è una qualche possibilità che l’endometrio sia stato alterato dalla nostra stimolazione ormonale, è opportuno procedere al congelamento degli embrioni. Il congelamento degli embrioni non ne danneggia la loro funzionalità (e questa è stato dimostrato da moltissimi lavori da moltissimi anni) ma in compenso ci permette di preparare, nei mesi successivi al pick-up, l’endometrio in modo ottimale evitando altri dosaggi ormonali che sono inevitabili durante la stimolazione ovarica.

Bisogna anche ricordare che l’uso di farmaci come il fertipeptil® o decapeptyl®, utilizzati al momento dell’induzione dell’ovulazione, potrebbe ridurre lievemente la frequenza di gravidanze in quel ciclo. Noi, in questi casi, procediamo sempre a un congelamento completo degli embrioni e non procediamo mai con il transfer.

4. Un altro aspetto fondamentale è essere certi che non ci sia una situazione infiammatoria all’interno dell’utero. Questa, nella maggior parte delle volte, è completamente asintomatica , ma può essere favorita in pazienti che soffrono di vaginiti ricorrenti, o hanno fatto recentemente manovre all’interno dell’utero, come per esempio raschiamenti. In questi casi noi tendiamo ad utilizzare ampiamente l’isteroscopia, ma non per la ricerca di polipi o fibromi, che dovremmo già avere individuato con l’ecografia, ma per la valutazione specifica dell’aspetto della mucosa.

Per questo noi abbiamo un nostro isteroscopista di fiducia (esperto in procreazione assistita) il quale sa di preciso “cosa andare a cercare”. In questi casi, infatti, è opportuno effettuare una terapia antibiotica e un tentativo di ricolonizzazione dell’ambiente uterino con dei batteri specifici, che si trovano nell’utero “normale” (non nella vagina, che è un ambiente diverso, per quanto in comunicazione, con l’utero). L’attenzione al microbioma uterino, è probabilmente una delle strade future più promettenti della riproduzione assistita.

5. Il riposo a letto, dopo il transfer, è del tutto inutile. Sono molteplici lavori scientifici che hanno mostrato che il riposo, o l’attività fisica non hanno alcuna influenza sul impianto embrionale.

 

Questo articolo ha l’obiettivo di elencare alcuni fattori che influenzano l’impianto dell’embrione. La gravidanza è come un puzzle: è solo associando con attenzione i vari “pezzi” che si può ottenere il risultato voluto. È quindi necessario non procedere a terapie standard, ma personalizzare il trattamento per ogni coppia, analizzandone la storia, gli eventuali trattamenti precedenti, la struttura fisica, lo spessore endometriale ecc….