Le percentuali di successo al primo tentativo di FIVET e ICSI

Written by Dr. Pastorella
29 Maggio 2019

Spesso ci viene chiesto quale tecnica sia migliore e quali sono le percentuali di successo al primo tentativo di FIVET e ICSI.

fivet percentuali di successo al primo tentativo

Questa è infatti una domanda legittima che interessa molte coppie che si stanno avvicinando alla PMA. Purtroppo la risposta non è per nulla semplice. Il risultato positivo della FIVET (o della ICSI) al primo tentativo dipende da moltissimi fattori. I principali fattori favorevoli sono due:

  1. L’età della donna
  2. Se vi è stata, o meno, una precedente gravidanza (anche un aborto)

Poi vi sono fattori noti come la risposta ovarica, la qualità del seminale, la presenza o meno di patologie uterine (utero setto, fibromi, polipi ecc), endometriosi e molti altri fattori più o meno noti. In ogni caso la probabilità di gravidanza è intorno, in generale, senza tener conto dell’età, al 30% (con punte di 50%, come nel nostro centro), per le pazienti con meno di 40 anni. In ogni caso la frequenza cumulativa per il PRIMO, SECONDO e TERZO tentativo la potete vedere nella nostra pagina FIVET ICSI PERCENTUALI DI SUCCESSO 2019/20.

Perché TRE tentativi di FIVET-ICSI?

Perché in tre tentativi una coppia si “gioca” le maggiori chance di gravidanza. Al quarto tentativo si hanno meno chance di riuscire a rimanere incinte rispetto ai tentativi precedenti. Questo non vuol dire che non valga la pena di fare un quarto/quinto tentativo. Vuol dire, però, che questa opzione va valutata con attenzione, analizzando bene i cicli precedenti e cercando di capire quali possano essere le cause del fallimento (e se vi sia una possibile soluzione). Questa è la ragione per la quale vengono offerti gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale i farmaci (con il famoso Piano terapeutico NOTA 74).

Tre tentativi sono un ragionevole numero per avere un esito positivo. Tieni comunque conto che è difficile affrontare questo tema in modo generico. Solo studiando bene la “storia” di quella coppia si può capire se valga o meno di fare uno più ulteriori tentativi oltre i tre.

Passaggi fondamentali per lo sviluppo di una gravidanza

Ci sono alcuni fattori che possono determinare il successo di una Fivet/Icsi al primo tentativo. Questi sono:

1. Ottenere una buona risposta ovarica. Per fare questo noi utilizziamo varie tecniche ma sostanzialmente cerchiamo di inibire gli ormoni del ciclo precedente con una pillola contraccettiva. Questo ci permette di stimolare le ovaie da uno stato “di riposo” quindi senza influenza dell’ovulazione del mese precedente. Di solito poi usiamo due tipi di gonadotropine assieme in modo di avere sia una stimolazione con gonadotropina ricombinante + gonadotropina naturale.

In questo modo dovremmo intercettare anche quelle pazienti che, per ragioni di anomalie recettoriali, rispondono solo a una di queste tipi di gonadotropine. Al momento del pick up controlliamo il livello del progesterone, se questo si fosse alzato nel sangue potrebbe influenzare l’impianto dell’embrione nell’utero. in questo caso andremo ad un congelamento elettivo degli embrioni.

2. È importante rispettare tempi di fertilizzazione in laboratorio ma anche non raccogliere con troppo anticipo il liquido seminale per evitare danni agli spermatozoi che magari non vengono utilizzati immediatamente. L’organizzazione del laboratorio, il quale eviterà un numero eccessivo di pick up giornalieri, continue aperture /chiusure degli incubatori, con relativo squilibrio delle temperature, dell’umidità e dell’ossigeno, è un fattore determinante per il risultato.

3. È importante, se non fondamentale, la decisione se trasferire o meno gli embrioni a fresco. Questo vuol dire, come spiegavamo prima, che se vi è una qualche possibilità che l’endometrio sia stato alterato dalla nostra stimolazione ormonale, è opportuno procedere al congelamento degli embrioni. Il congelamento degli embrioni non ne danneggia la loro funzionalità (e questa è stato dimostrato da moltissimi lavori da moltissimi anni) ma in compenso ci permette di preparare, nei mesi successivi al pick-up, l’endometrio in modo ottimale evitando altri dosaggi ormonali che sono inevitabili durante la stimolazione ovarica.

Bisogna anche ricordare che l’uso di farmaci come il fertipeptil® o decapeptyl®, utilizzati al momento dell’induzione dell’ovulazione, potrebbe ridurre lievemente la frequenza di gravidanze in quel ciclo. Noi, in questi casi, procediamo sempre a un congelamento completo degli embrioni e non procediamo mai con il transfer.

4. Un altro aspetto fondamentale è essere certi che non ci sia una situazione infiammatoria all’interno dell’utero. Questa, nella maggior parte delle volte, è completamente asintomatica , ma può essere favorita in pazienti che soffrono di vaginiti ricorrenti, o hanno fatto recentemente manovre all’interno dell’utero, come per esempio raschiamenti. In questi casi noi tendiamo ad utilizzare ampiamente l’isteroscopia, ma non per la ricerca di polipi o fibromi, che dovremmo già avere individuato con l’ecografia, ma per la valutazione specifica dell’aspetto della mucosa.

Per questo noi abbiamo un nostro isteroscopista di fiducia (esperto in procreazione assistita) il quale sa di preciso “cosa andare a cercare”. In questi casi, infatti, è opportuno effettuare una terapia antibiotica e un tentativo di ricolonizzazione dell’ambiente uterino con dei batteri specifici, che si trovano nell’utero “normale” (non nella vagina, che è un ambiente diverso, per quanto in comunicazione, con l’utero). L’attenzione al microbioma uterino, è probabilmente una delle strade future più promettenti della riproduzione assistita.

5. Il riposo a letto, dopo il transfer, è del tutto inutile. Sono molteplici lavori scientifici che hanno mostrato che il riposo, o l’attività fisica non hanno alcuna influenza sul impianto embrionale.

 

Questo articolo ha l’obiettivo di elencare alcuni fattori che influenzano l’impianto dell’embrione. La gravidanza è come un puzzle: è solo associando con attenzione i vari “pezzi” che si può ottenere il risultato voluto. È quindi necessario non procedere a terapie standard, ma personalizzare il trattamento per ogni coppia, analizzandone la storia, gli eventuali trattamenti precedenti, la struttura fisica, lo spessore endometriale ecc….

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Disclaimer

Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente. Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica. Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue. Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.

Commenti

38 Commenti

  1. Immacolata Abbruzzeze

    Salve io ho fatto una fivet ed al primo tentativo sono rimasta incinta solo ke e avvenuto un aborto ritenuto però i medici mi hanno consigliato di rifare la tecnica perché l età è al mio favore 29 anni e il primo tentativo subito ha annidato cosa mi consigliate?

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Assolutamente di riprovarci!
      Consiglierei, visto il raschiamento, una isteroscopia di controllo prima di riprovarci.

      Rispondi
  2. annalisa fabio

    Buongiorno, ho 39 anni e tre gravidanze alle spalle. Quante possibilità ho con sperma di donatore di averne una quarta con fivet? Grazie della preziosa risposta

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Ha 39 anni, con tre gravidanze precedenti, le chance sono abbastanza buone. Ovviamente dipende da molti fattori, quali la riserva ovarica, la ecostruttura dell’utero e tanti altri parametri che vanno valutati in occasione di una visita….

      Rispondi
      • Alessandra

        Buongiorno dott. Pastorella, nel caso in cui il primo tentativo fivet vada male nonostante il transfer di una blastocisti 4AA che sembrava essere di ottima qualità e la mia età (32 anni) a cosa può essere dovuto il mancato impianto supponendo che non si tratti di un problema embrionale? C’è qualche visita specifica che consiglia per verificare la capacità effettiva di impianto? O per verificare se vi sono effettivamente dei problemi? Quanto incide la “fortuna” nell’annidamento?
        Ho ottenuto molti blastocisti di qualità al mio primo pick up e mi ero illusa che potesse andare bene fin da subito…inizio a supporre di aver qualche problema nell’intero che non permetta l’impianto.
        Inoltre volevo chiederle che probabilità di successo ci sono con un transfer di una blastocisti congelata e se sono inferiori a quelle con transfer da fresco.

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Caro Alessandra, il mancato impianto è uno dei problemi che stiamo studiando di più in questi anni. Le cause sono tantissime… possono andare dalla qualità dell’ovocita, alla qualità dello spermatozoo, alla qualità dell’ embrione che si è generato, ai livelli ormonali al momento del transfer, all’ambiente endometriale… per cui capisci è impossibile rispondere a una domanda così complessa in un post. Nelle situazioni cliniche a volte si può intuire qualcosa, ma non si è neppure sicuri di quello. Io trovo che dovrebbe essere il centro che ha fatto il tuo transfer a preoccuparsi di questo fattore, non tu che non puoi, ovviamente, avere le conoscenze sufficienti a riguardo. Quindi è compito del Centro cercare di valutare le varie opzioni, capire per esempio se supporto luteale conviene farlo per via sottocutanea oppure vaginale, tanto per dirne una, oppure valutare l’ambiente endometriale dal punto di vista di una possibile infiammazione. Tieni conto che comunque la blastocisti al 50% di possibilità di impianto, quindi in fondo sei, nella sfortuna, ancora nella statistica.
          Un transfer da scongelato ha sicuramente le stesse chance, se non di più, di un transfer affresco. Mai di meno.

          Rispondi
  3. Giada

    Buongiorno, mi piacerebbe sapere all incirca come funziona come tempistiche una Fivet. Ho preso Meropur 4giorni e a seguito di un ecografia mi è stato consigliata l assunzione per altri 4 gg. Se al termine dell assunzione dovessi aver sviluppato un buon numero di ovociti in quanti giorni circa potrei avere l intervento per il prelievo? Grazie

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Di solito ci sono una decina (da 8 a 12) giorni di stimolazione. La decisione di quando effettuare il prelievo però viene valutata a seconda di molti parametri, quali il diametro dei follicoli, il loro numero, l’aspetto dell’endometrio,gli esiti degli ormoni dosati nel sangue ecc….

      Rispondi
      • Alessandra

        Buongiorno Dottoressa,
        Che differenze ci sono tra morula espansa e morula compatta?
        Grazie

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Sono due livelli di sviluppo della blastocisti (è la blastocisti che può essere compatta o espansa). In realtà questi livelli non hanno nessuna rilevanza sull’attecchimento né sull’impianto… Dipendono dalla giornata di coltura (5 o 6) e a volte anche dall’orario in cui si guarda l’embrione.

          Rispondi
    • Sammy

      Buongiorno, io ho 35 anni compiuti . 5 anni di ricerca naturale non hanno portato a nulla.
      Mi sono rivolta ad un centro di PMA
      Ho fatto una stimolazione con 3 transfer di blastocisti congelate, 2 negativi e una biochimica , ora riproverò con un’altra stimolazione sperando in un buon risultato.
      Ho fatto molti esami non mi è stato riscontrato alcun problema , mio marito ha la qualità dello sperma non eccezionale, però ne ha molti ….
      Secondo lei, avrò buone probabilità di farcela?
      Sono un po’ combattuta , e la paura di non diventare mamma prende sempre il sopravvento !
      Grazie mille

      Rispondi
      • Dr. Pastorella

        Cara, comprendo benissimo l’angoscia di chi ha paura di non poter diventare mamma! Ma la vostra situazione è molto buona. Capisco, voi direte che se fosse così buona avremmo già un bambino…. ma in realtà all’interno di un ciclo di PMA avere già avuto una biochimica al primo pick-up è un ottimo risultato. Aver fatto così tanti transfer indica che la tua riserva ovarica buona e che ottenete molti embrioni. E questo è un altro fattore favorevole. Purtroppo non esistono esami risolutivi che capiscano quale è il problema, quasi mai… in realtà la unica e vera cosa che aumenta le possibilità di gravidanza e ripetere i cicli di PMA. Lo so che non è una buona notizia, ma ripetendo i cicli di PMA, in una situazione come la vostra che è sicuramente a buona prognosi, vi darà sempre più chance e, io sono convinto, anche il bambino.

        Rispondi
  4. Annalisa

    Buon pomeriggio.
    Ho eseguito il pickup e al prelievo sono risultati idonei solo due ovociti. Dall’eco ne risultavano dieci ma alcuni in fase di pickup si è visto che non avevano nemmeno la cellula.
    Quante possibilità di successo ci sono con soli due ovociti e con trattamento Fivet?
    Ho qualche speranza oppure devo necessariamente iniziare dinuovo tutto il percorso?
    Grazie Dottoressa

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Cara Annalisa, il numero di ovociti è importante, ma non è l’unico fattore. Dipende dalla tua età, dalla qualità del seminale, da quanti tentativi hai fatto ecc…. Quindi direi che le tue possibilità non dipendono sostanzialmente dal risultato di questo pick-up. abbi fiducia!

      Rispondi
  5. valentina

    Buongiorno sono una donna di 41 anni , ho fatto gli esami ORMONALI ed è risultato fsh 9.0
    LSH 7,9
    la mia riserva ovarica è buina per affrontare una fivet ?

    grazie
    buona giornata

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Si, sembrerebbe di sì. L’informazione andrebbe integrata con il valore dell’estradiolo (al momento del dosaggio dell’ FSH) e con l’AMH (ormone antimulleriano). In ogni caso, vista l’età di 41 anni, riserva ovarica buona o meno, il mio consiglio è di fare subito una tecnica di PMA.

      Rispondi
  6. anna

    Buongiorno Dottore,
    ho 37 anni e 5 giorni fa ho avuto un aborto ritenuto..
    Volevo capire se fosse possibile effetuare una Icsi perche vorrei rimanere incinta il prima possibile, ma il mio aborto precedente può avere delle conseguenze negative sulla nuova procedura?
    Grazie

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Gentile Anna, il fatto di aver avuto un aborto ritenuto non ha conseguenze negative su una eventuale ICSI. SI rivola però ad un Centro di PMA che valuti la sua situazione, perchè a quanto capisco lei non è infertile. Quindi non c’è molto senso a fare una ICSI… A 37 anni magari rimane incinta spontaneamente tra pochi mesi…

      Rispondi
  7. Eleonora

    Età 40 anni due tentativi con fivet .non andati a buon fine. Può dipendere da utero retroverso e una tuba chiusa ?

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      No, Eleonora. L’utero retroverso non c’entra. La tuba chiusa neppure a meno che non ci sia una sactosalpinge, cioè una dilatazione della tuba piena di liquido

      Rispondi
      • Ilenia

        Gentile Dottore,
        Quanto influisce statisticamente la presenza di sactosalpinge sul mancato impianto di blastocisti?
        Il centro dove sono seguita sostiene che la salpingectomia viene effettuata dopo 2/3 fallimenti…io però sono dell’idea di togliere prima la tuba e poi fare un nuovo tentativo. Lei cosa ne pensa?
        La ringrazio

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Cara Ilenia, in realtà tenderei a essere d’accordo con lei. Già la PMA è una tecnica che è a basso risultato… se so che è presente una sactosalpinge io la correggerei prima di procedere al transfer…

          Rispondi
  8. Giulia

    Buongiorno, sto per fare il transfer di una blastocisti congelata. Ho 38 anni e abbiamo fatto ICSI per fattore maschile severo/moderato (visti gli spermiogrammi nel loro complesso e una cura ormonale e di integratori che ha migliorato parecchio il liquido il giorno del pick up) da criptorchidismo monolaterale operato nell’infanzia. Io nessun problema ovulatorio, ho fatto anche una sonoisterosalpingografia, regolare. Un anno fa avevo AMH 1.2, FSH circa 6, LH circa 7, AFC 6. Al pick up ho prodotto sette ovociti, di cui sei maturi, quattro fecondati, due congelati al sesto giorno a blastocisti. Il transfer è stato rimandato al ciclo successivo per innalzamento del progesterone. Che cosa posso aspettarmi da questo primo transfer in termini percentuali? Grazie e complimenti per il blog!

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Giulia, due blastocisti a 38 anni sono un ottimo risultato. Direi che vi “giocate” tranquillamente un 30% di possibilità di gravidanza a transfer…. In bocca al lupo!!

      Rispondi
  9. Michela

    Buongiorno io inizierò l’inseminazione artificiale quante probabilità ho al primo tentativo? Altra cosa posso fare palestra?

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      È impossibile rispondere… bisognerebbe sapere che patologie sono state individuate, quanti anni ha , se ci sono patologie di suo marito ecc… Direi che queste domande dovrebbe porle al centro di PMA che la segue. Per quanto riguarda la palestra anche questa va valutata sulla sua situazione sanitaria, è impossibile rispondere senza conoscerla…

      Rispondi
      • Ilaria

        Salve a luglio dovrò fare il secondo tentativo pma,ho amh a 0,66
        Al primo tentativo avevano tolto due ovetti ma il giorno dopo mi hanno chiamata che non sono andati a buon fine quindi niente transfer,adesso mi hanno aumentato meropur,quante possibilità ho di arrivare almeno al transfer?

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Ilaria, data la tua età, secondo me hai più del 50% di arrivare al transfer. È ovvio che poi tutto dipende da moltissimi fattori, tra i quali anche il seminale, eventuale endometriosi ecc…

          Rispondi
    • Ilaria

      Salve,ho 37 anni,ho una scarsa riserva ovarica ma stimolata produco comunque ovociti,ho già fatto 5 trasfer senza alcun successo,in precedenza 3 anni fa una gravidanza naturale extrauterina,che esami più approfonditi posso fare per valutare il mancato attecchimento?ho trasferito sempre embrioni in 2/3giornata.

      Rispondi
      • Dr. Pastorella

        Gentile signora, quando dobbiamo analizzare dei cicli precedenti di PMA bisognerebbe avere delle informazioni molto precise. Per esempio se i transfer sono sempre stati effettuati a fresco…. oppure com’è la situazione del seminale di suo marito… oppure se sono presenti delle “dilatazione tubariche” (chiamate idrosalpingi), oppure qual è la quantità del ciclo mestruale eccetera. Tutto questo servirebbe ad aiutarci a comprendere il perché dei mancati impianti. In una situazione del genere le possibilità sono molte… potrebbe essere quella di effettuare una isteroscopia, o un’analisi dell’endometrio su biopsia, o cambiare il protocollo di supporto luteale, o selezionare gli spermatozoi attraverso MACS…

        Rispondi
  10. Cristina

    Buongiorno, ho appena saputo che il transfer da congelato non è andato a buon fine. Era quello che mi era rimasto dal secondo pickup fatto a gennaio. Questo transfer avviene dopo un ciclo medicato e una isteroscopia ad aprile per togliere dei polipetti. Non so sinceramente se continuare. Consideri che ho compiuto 4 giorni fa 44 anni, ero rimasta incinta naturalmente a 41 anni e mezzo, ma ho avuto un aborto terapeutico.
    Lei cosa consiglia?
    Che altri esami potrei fare?

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Gentile Cristina, 44 anni direi che è un’età veramente al limite per continuare con i propri ovociti. Se, come mi sembra di capire, i fallimenti sono stati molti, io avrei dei dubbi sul continuare… Non è che ci siano degli esami particolari, purtroppo è la qualità degli ovociti che a questa età estremamente bassa, quindi non dipende dagli esami, dipende proprio dalla genetica ovocitaria…

      Rispondi
  11. Serena

    Buongiorno, avrei bisogno di un consiglio, ho 35 anni , ho fatto il transfer 26 luglio , beta positivo, ripetute ogni 3 giorni è sempre in aumento , una settimana fa( domenica 14 agosto ) inizio avere perdite di sangue ,mi reco in Ps mi dicono che non si vede niente ne camera e niente , le perdite continuano , martedì rifaccio il beta aumentato ancora , venerdì rifaccio il beta il valore dimezzato , il centro mi dice di interrompere la terapia xk ho avuto un aborto precoce. Mi rassegno, stesso giorni dolori fortissimi da non poter stare in piedi e respirare , ancora in Ps , neanche stavolta non si vede niente , sangue abbondante ma
    Non emorragia e una tuba molto ingrossata e probabilmente con liquido ( quella che in realtà è completamente chiusa)mi dicono che ho avuto un Geu ma che succede molto raramente( ho fatto fivet con blastociste in 5 giornata di 2A causa tube ostruite) . Lei cosa mi può dire è possibile una Geu ? Dopo quanto tempo potrei rifare il transfer , ne ho ancora 3 congelati , io vorrei riprovare prima possibile però vorrei sapere se non è meglio eliminare la tuba prima . Grazie mille se mi può aiutare

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Gentile signora, per quanto improbabile è possibile. Di solito la frequenza è intorno al 3-4% . Il mio consiglio sarebbe quello di togliere la tuba, e probabilmente anche la tuba controlaterale, prima di procedere ad un altro transfer. Questo perché è frequente che una patologia tubarica sia bilaterale, anche se gli esami non lo hanno mostrato. Qualora non volesse fare l’intervento io ritengo che dopo un paio di cicli mestruali si possa tranquillamente procedere un nuovo transfer.

      Rispondi
  12. diaNa

    buongiorno dott. Pastorella,
    ho la seguente situazione: ovaio sx para/retro uterino mobile. nel primo ciclo non sono riusciti a prelevare gli ovociti perchè non raggiungibile, spero che a questo giro ci riescano. comunque, questa condizione può secondo lei influire sull’impianto? glielo chiedo perchè una ginecologa mi ha detto che dovrebbe esserci delle aderenze tra l’ovaio e l’utero.
    invece, per la ricerca naturale, può avere qualche implicazione? (non so ad es l’ovulo non riesce a raggiungere l’utero, o viceversa gli spermatozoi non riescono a raggiungere l’ovulo)

    grazie mille.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      No, le possibili/probabili aderenze utero-tubo-annessiali sono esterne all’utero, quindi non possono influenzare l’impianto (che avviene a livello dell’endometrio). Quindi nessun problema (a meno che non ci siano delle dilatazione delle tube, chiamate idrosalpingi, che sono un altro discorso…). Per quanto riguarda la fertilità natura certo non sono “un buon segno”. Nulla esclude che la tuba e l’ovaio si siano spostati assieme e che quindi l’ovocita riesca a “cadere” dentro la tuba, ma le aderenze sono comunque un segnale di alterazione dell’anatomia e potrebbero essere una probabile causa di infertilità di tipo “meccanico” (cioè magari le tube sono aperte ma sono danneggiate nella loro funzione oppure sono aperte me “distanti” dall’ovaio)

      Rispondi
    • Martina

      Salve dottore…ho 33 anni e sono già 2 pick up che faccio…il primo sono riusciti su 9 ovociti a farne fecondare 2 trasferiti tutti e 2 dopo 2 giorni..facevo terapia di progeffik ovuli 3 volte al giorno ma con esito negativo…mi è tornato il ciclo…ora invece hanno prelevato 14 ovociti e sono riusciti a farne fecondare 3 quindi 2 trasferiti e uno sono riusciti a congelarlo…solo che ora sto facendo il prontogest (iniezioni al quanto dolorosissime) pensa che siano più efficaci rispetto agli ovuli?sa il problema è mio marito si è anche operato al varicocele nel 2021 ma la qualità non è ottima al 100% e la quantità non è moltissima…sinceramente ho paura di non farcela neanche stavolta…sono 5 anni che cerchiamo un bimbo…

      Rispondi
      • Dr. Pastorella

        Gentile Martina, il mondo, per quanto riguarda il progesterone, in pratica si divide in due.. Gli europei che sono convinti che il supporto luterale vaginale funzioni meglio, e gli americani che invece usano il supporto luteale per via intramuscolare, come nel tuo caso. Sono stati molti degli studi che hanno confrontato i due sistemi ma sostanzialmente non ce n’è uno superiore all’altro, per lo meno sulla popolazione generale. Nessuno poi può dire se ci sono delle persone che magari poi, nella realtà, assorbono meglio l’uno o l’altro. Io, nel mio centro, ho deciso di fare un supporto misto, sia vaginale che sistemico. Essendo molto doloroso il prontogest, ho scelto per un certo periodo del progesterone sottocute ma adesso sono passato al didrogesterone per via orale… Comunque la mia impressione che il supporto luteale alla fine non sia il vero problema… In bocca al lupo!

        Rispondi

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Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente.
Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica.
Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue.
Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.