Farmaci per rimanere incinta subito

da | Dic 1, 2020

Esistono dei farmaci che facciano rimanere incinta velocemente? Funzionano? Come devono essere assunti? Sono molteplici le domande che ogni giorno le nostre pazienti ci rivolgono riguardo le medicine per restare incinte.

Ecco allora una breve “storia” dei farmaci per rimanere incinta, così da fare un po’ di chiarezza.

Quali sono i farmaci per rimanere incinta?

Partiamo dalle basi: questi farmaci servono fondamentalmente a farvi ovulare. La loro prescrizione e assunzione è indicata soltanto nel caso non ovulate.

Le cause di infertilità possono essere molteplici (tube alterate, anche se aperte – seminale in difficoltà – aderenze pelviche – sovrappeso – eccesso di fumo ecc…). Per questo vanno usati solo se non ovulate, non “se non rimanete incinte”. Se ovulate, i farmaci sono inutili perché risolvono un problema che non avete.

Solitamente non è difficile capire se una donna ovula. Sostanzialmente:

  • Se i cicli sono regolari, l’ovulazione avviene (perché c’è un meccanismo che regola il ritmo, e questo è appunto l’ovulazione)
  • Per cicli regolari si intende in linea di massima un ciclo tra i 23 e i 35-40 giorni. In questo caso non vale la pena di fare ulteriori accertamenti. L’ovulazione avviene.
  • La prova dell’ovulazione è data da un rialzo del Progesterone, cioè un Progesterone sopra i 4 ng/mL nella seconda fase del ciclo (la seconda fase del ciclo è quella che va dall’ovulazione alla mestruazione). Solitamente si misura intorno al 22 giorno in un ciclo di 28 giorni, ma su un ciclo lungo va misurato “più in là” cioè intorno al 28-30 giorno. E in un ciclo più corto va misurato prima, cioè intorno al 18 giorno del ciclo.

Clomid

Il Clomid® è un farmaco molto ben conosciuto, fin dagli anni ’60. E’ un antiestrogeno, ovvero abbassa transitoriamente i vostri estrogeni “spingendo” il vostro organismo a produrre più FSH. L’FSH è l’ormone follicolostimolante, quello cioè che spinge le ovaie a produrre più follicoli. I consigli:

  1. Il dosaggio è di solito di 1 cp al giorno dal 3 al 7 giorno del ciclo.
  2. E’ un farmaco maneggevole e poco costoso, ma va usato controllando ecograficamente l’ovulazione perché potrebbe anche causare una risposta eccessiva (per capirci una ovulazione di 5-6 follicoli con un alto rischio di molti gemelli)
  3. Non fate più di 6 cicli di stimolazione.
  4. Ha l’effetto collaterale di ridurre frequentemente lo spessore dell’endometrio, dove dovrà annidarsi l’embrione. E’ consigliabile aggiungere un estrogeno quando lo si usa per cercare di contrastare quest’effetto.
  5. E’ efficace soprattutto nelle pazienti PCOs (affette da policistosi ovarica). Funziona peggio (o non funziona) in altre cause di non ovulazione.
  6. Non ha altra utilità che quella di indurre l’ovulazione, ergo,non va preso per aumentare le possibilità di gravidanza.

StaminoGro

E’ un integratore alimentare (un nutraceutico). Contiene acido folico, zinco, vitamine del complesso B. Il suo scopo sarebbe quello di migliorare la “qualità” degli ovociti. Non vi è, però, alcuna dimostrazione scientifica accertata che ne dimostri il miglioramento.

Gli antiossidanti potrebbero essere una terapia interessante, ma bisogna prima dimostrare che questa sia la causa dell’infertilità (e che questa terapie aumentino le gravidanze…). Io tendenzialmente non consiglio antiossidanti, se non in casi molto specifici. Fino a che non avremo delle prove evidenti che il loro utilizzo aumenti le gravidanze rimangono una terapia “facile da fare a casa” ma inutile.

La PMA è molto più costosa, ovviamente. Ma ha milioni di bambini nati che dimostrano che la PMA è l’unica terapia efficace per l’infertilità

Comega Vite

Anche per questo integratore vale il discorso fatto per l’integratore precedente. Finché non avremo studi seri, ripetuti e confermati, questi integratori non sono farmaci e, per quanto (probabilmente) innocui non hanno alcun effetto sul numero di gravidanze.

Lo so, sarebbe bello avere il farmaco che vi permetta di restare incinte in fretta. Purtroppo, non c’è.

Gonadotropine

Le gonadotropine sono l’FSH, cioè l’ormone follicolo stimolante, quello che si usa per far ovulare una paziente e che, indirettamente, cerca di produrre il Clomid®.

Quando si usano?

  1. Servono per fare ovulare una paziente. Quindi vanno usate nella pazienti anovulatorie (sia PCOs, cioè con la policistosi ovarica, ma anche in altri tipi di amenorrea (mancanza di mestruazione) come quelle ipotalamiche, per esempio da stress o da eccessivo dimagramento).
  2. Permettono soprattutto di ottenere una pluriovulazione controllata. Questa è utilissima nei cicli FIVET e ICSI perché, in qualche modo, il numero di ovociti recuperati aumenta le chance di gravidanza. Quindi avere più ovociti è estremamente utile.
  3. Si usano anche nelle pazienti con AMH basso, vicine all’esaurimento ovarico, per poter ottenere il massimo dalle loro ovaie oramai parzialmente esaurite.
  4. Non vi è alcuna dimostrazione che possano indurre tumori. Quindi ogni timore su questo argomento, allo stato attuale dei nostri studi, è infondato

Metformina

E’ un farmaco che si usa nel diabete di tipo II e nella insulino resistenza, tipica delle policistosi ovariche (PCOs). E’, però, un farmaco con notevoli effetti collaterali (soprattutto diarrea). A mio parare non ha indicazione nelle pazienti non ovulatorie da PCOs, perché esistono le gonadotropine che possono ottenere ottimi risultati sull’ovulazione.

Le gonadotropine non hanno effetti collaterali rilevanti, sono più flessibili e permettono di modulare meglio la stimolazione. La metformina rimane, a mio parere, un farmaco efficace nel correggere la insulino resistenza e i suoi effetti sulla paziente. Ma non per indurre l’ovulazione.

Drilling ovarico laparoscopico

Il drilling ovarico laparoscopico è l’evoluzione di un vecchio intervento ginecologico, che veniva effettuato in tempi “pre-laparoscopici” chiamato “resezione cuneiforme dell’ovaio“. Andrebbe eseguito sulle pazienti affette da policistosi ovarica (PCOS), per favorire la ripresa spontanea dell’ovulazione.

L’idea è di fare dei “fori” sulla superficie dell’ovaio. Questo causa una riduzione degli androgeni, un riequilibrio del rapporto FSH/LH e alcune volte, una ripresa spontanea dell’ovulazione. Andrebbe riservato alle pazienti PCOs che resistono alle nostre terapie mediche (clomid o gonadotropine).

E’ però un intervento chirurgico, col rischio di complicanze ed esiti (aderenziali, per esempio) e una possibile riduzione della riserva ovarica (e quindi una diminuzione dell’AMH).

Sinceramente? Io non lo consiglio, esistono trattamenti molto più facili e più efficaci per indurre un’ovulazione in una paziente affetta da ovaio policistico.

Inibitori delle aromatasi

Sono farmaci che agiscono in qualche modo come il Clomid, per indurre l’ovulazione nelle pazienti affette da PCOS. La loro azione si esplica bloccando un enzima (l’aromatasi) che converte androgeni in estrogeni, inducendo quindi un abbassamento degli estrogeni e di conseguenza un aumento dell’FSH, l’ormone che stimola le ovaie. Agisce, come vedete in modo simile al Clomid. Hanno indicazioni simili (la donna affetta da PCOS) e possono essere usati abbastanza agevolmente in ambulatorio.

Personalmente li utilizzo all’interno dei cicli FIVETICSI quando ritengo che, come nei casi gravi di esaurimento ovarico, ci possa essere bisogno di una “spinta” sulle ovaie effettuata non solo dalle gonadotropine ma anche dall’FSH endogeno, cioè quello prodotto dalla paziente stessa. Gli inibitori dell’aromatasi sono usati spesso nelle “mild stimulation”, le stimolazioni nelle quali si decide di effettuare una “spinta” moderata sulle ovaie cercando di ottenere meno ovociti di quelli che si otterrebbero con le gonadotropine, ma (forse!) di migliore qualità.

Farmaci per aumentare la fertilità femminile

In conclusione, la capacità di dare un bambino, in una coppia, non è data esclusivamente da uno solo dei due componenti della coppia (nulla esclude che, in una coppia nella quale il marito abbia pochissimi spermatozoi, non esista anche un problema femminile non conosciuto…).

Quindi non bisogna concentrarsi sulla capacità di aumentare la fertilità femminile. Bisogna concentrarsi su “una presa in carico della coppia” valutando tutte le componenti maschili e femminili e cercando di non perdere tempo con terapie che “sarebbe tanto bello che potessero funzionare”. Ma non funzionano e fanno solo perdere tempo.

Consigli per l’assunzione di medicine per la gravidanza

I farmaci controindicati in gravidanza sono veramente pochi. Molti farmaci sono sconsigliati, ma soprattutto in terapie croniche, non acute. I consigli sono di:

  • Consultare sempre il ginecologo prima di prendere farmaci in gravidanza.
  • Preferire i farmaci molto conosciuti e usati da molti anni, rispetto a quelli “nuovi” ma poco usati in gravidanza.
  • Non prendere prodotti “di erboristeria” o “integratori” se non ben conosciuti e consigliati dal vostro medico.
  • Non ridurre spontaneamente i dosaggi dei farmaci. La donna gravida ha più sangue (un litro in più) della donna non gravida. Quindi i farmaci si diluiscono di più. Non si dovrà, quindi, diminuire la loro posologia (se mai aumentarla).
  • Non vivete nel terrore delle medicine in gravidanza. Se hanno delle indicazioni precise vanno usate, sotto controllo medico, a dosaggio pieno per risolvere la malattia. Non prendete invece spontaneamente inutili “integratori” dei quali non si conosca bene la formulazione e le dosi.