Endometrio trilaminare: cos’è e cosa significa

Written by Dr. Pastorella
5 Gennaio 2021

Nell’articolo dedicato all’endometrio, la mucosa che riveste l’interno dell’utero dove l’embrione andrà ad impiantarsi dopo la fecondazione, ne abbiamo approfondito la natura e le varie fasi nelle quali può essere.

Endometrio trilaminare

Comprendere i meccanismi dell’impianto embrionario sono veramente complessi, e noi non abbiamo un’idea chiara di quando un endometrio sia pronto o meno ad accettare l’embrione, se non attraverso delle metodiche molto indirete e grossolane.

Abbiamo fondamentalmente solo due modi di valutare l’endometrio:

  • l’aspetto ecografico con il suo spessore;
  • oppure una valutazione visiva diretta che viene effettuata con l’isteroscopia.

Vediamo per prima la valutazione ecografica.

Endometrio trilaminare nella valutazione ecografica

Durante la fase di stimolazione ovarica, le ovaie producono estrogeni. Questi estrogeni rendono progressivamente l’endometrio sempre più spesso. Lo scopo delle nostre terapie è di ottenere un endometrio di almeno 7 mm di spessore e con un aspetto trilaminare.

Trilaminare significa che endometrio pare ecograficamente organizzato in tre strisce alternate chiare e scure. Questa stessa procedura viene messa in opera durante i trasferimenti da congelato. In questo caso le ovaie non sono in funzione, perché non vengono stimolate, ma viene dato l’estrogeno che su l’endometrio ha lo stesso effetto dell’estrogeno prodotto dalle ovaie stesse.

Ma, in conclusione, sia nei cicli a fresco che quelli da scongelato, quando l’endometrio ha superato i 7 mm e ha un aspetto trilaminare dal nostro punto di vista “va bene”.

Valutazione dell’endometrio durante l’isteroscopia

La valutazione isteroscopica, è una valutazione diretta e visiva dell’interno dell’utero. L’isteroscopia viene fatta in ambulatorio, senza anestesia, è un esame della durata di pochi minuti, e permette di valutare con una microtelecamera visivamente l’aspetto della mucosa.

Questo esame può rivelare degli aspetti che l’ecografia non vede, come una infiammazione della parete, chiamata endometrite (da non confondere con l’endometriosi, che è tutta un’altra cosa!). L’endometrite si presenta con aree di arrossamento della parete e potrebbe avere una notevole importanza sull’impianto dell’embrione. Bisogna dire però che il tutte le linee guida internazionali non consigliano di routine una isteroscopia prima delle nostre trattamenti di FIVET o ICSI. Il mio atteggiamento, in questi anni, è però cambiato.

Ora tendo a introdurre abbastanza routinariamente l’isteroscopia:

  • dopo un primo fallimento di impianto, cioè quando ho trasferito un embrione di ottima qualità e non ho ottenuto la gravidanza.
  • come esame preliminare alla PMA in caso di pazienti che abbiano avuto manovre endouterine ripetute, quali raschiamenti oppure gravidanze e parti complicati, oppure abbiano un elevato rischio di aver avuto, magari quasi asintomatica, un’infezione pelvica.

L’importante è capire che la mucosa endouterina potrebbe risentire dell’iperestrogenismo, cioè della quantità di estrogeni “molto alta” dovuta alla stimolazione ovarica. Ovviamente questo non succede sempre, altrimenti non avremmo gravidanze durante le tecniche di PMA a fresco, ma può succedere in persone predisposte o casi particolari che non riusciamo ad individuare.

Questa è la ragione del perché è molto frequente nel, nel mio Centro, utilizzare la tecnica di “Freeze all”.
Ci predisponiamo cioè a dividere il ciclo di PMA in due parti:

  • nella prima parte, per indurre una risposta ovarica adeguata con ovociti di buona qualità, controlliamo soprattutto la stimolazione ovarica per creare gli embrioni e poi congelarli;
  • nella seconda fase andremo proprio a preparare l’endometrio. Daremo infatti una stimolazione ormonale controllata a basso grado per poter permettere la crescita endometriale fino a superare i 7 mm e ad ottenere l’aspetto trilaminare.

Ricordiamo anche che lo spessore è importante, ma forse lo è di più l’aspetto.

Abbiamo ottenuto decine di gravidanze senza aver raggiunto i 7 mm di spessore (per esempio in pazienti affette da sindrome di Hashermann, cioè aderenze all’interno dell’utero, spesso dovute a infezioni o a raschiamenti ripetuti). In queste pazienti la trilaminarietà era però regolare, e l’embrione è stato tanto bravo da riuscire ad attecchire.

Spesso, in queste pazienti, è utile effettuare dei cicli successivi di estrogeni seguiti da progesterone per far “ricrescere” l’endometrio danneggiato, oppure integrare con altri farmaci, quali eparina, aspirina, antiaggreganti piastrinici ecc….

Una gravidanza è data dalla somma precisa di piccoli elementi, tutti essenziali. Non lavorare con procedure “routinarie” ma personalizzare le procedure, è la chiave strategica per avere più gravidanze.

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Disclaimer

Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente. Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica. Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue. Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.

Commenti

15 Commenti

  1. elisa

    Buongiorno sono Elisa,
    durante l’ultima ecografia transvaginale mi hanno riferito avere un endometrio trilaminare. Premetto che è da più di un anno e mezzo che assumo anticontracettivi. é normale avere ugualmente un endometrio trilaminare?

    Grazie e buona giornata,
    Elisa

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Si, Elisa. La “pillola” assottiglia l’endometrio, come spessore, ma è frequente che persita la sua trilaminarietà. Non è nulla di patologico, è un segnale della presenza degli estrogeni

      Rispondi
    • Maria soela

      Salve,

      Utero antiverso flesso,
      Morfologia regolare, contorni regolare, ecostruttura miometriale omogenea, dimensioni dl64 dt33 dap 26 mm, note lesioni focali ( non lesioni focali rilevalibili con la metodica) endometrio spessore massimo 6mm, trilaminare,omogeneo.regolare, non vascolarizzato

      Ovaio destro(34×17×27 mm) e sinistro(38×22×21 mm) entrambi aspetto micropolicistico

      Dauglas regioni annessiali
      Non liquido libero nella cavità

      Ho 28 anni

      Rispondi
      • Dr. Pastorella

        È una ecografia normale. Nessun problema evidenziabile ecograficamente

        Rispondi
  2. Martina

    Salve. Un endometrio al 9 giorno di ciclo di 10mm e lineare è normale?

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Lo spessore è regolare, dovrebbe però essere trilaminare.

      Rispondi
  3. Veronica Fracasso

    Oggi ho fatto visita ecografica. Il mio endometrio era 12 mm di spessore ma bilaminare. Mi chiedevo se andando avanti con la cura di estrogeni potesse alla fine diventare trilaminare. Sono al secondo ciclo di fivet e ho già ottenuto la prima gravidanza 3 anni fa con embrioni congelati. Ho dovuto fare un’altra stimolazione ed è sopravvissuta una sola blastocisti di classe B.

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Mah… una immagine bilaminare di 12 mm potrebbe solo voler dire o che é luteinizzato o che in effetti non vi siete capiti col ginecologo che ha fatto l’ecografia. deve chiedere di preciso al collega com’é l’immagine ecografica…

      Rispondi
      • Valeria

        Endometrio trilaminare, spessore 6, 88 mm può bastare x fare attecchire un embrione classificato di categoria a)?

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Sì, assolutamente! La letteratura si orienta indicativamente verso i 7 mm come spessore minimo, ma io ho avuto molti casi di impianto embrionale anche con spessori minori. Probabilmente ogni paziente ha un suo spessore ottimale e, e soprattutto le pazienti più piccole di statura e con uteri più piccoli (e che magari hanno più attività contrattile dovuta agli estrogeni), non mi stupisco che possano avere gravidanze anche con spessori inferiori ai 7 mm. Non confidare invece tanto sul grado embrionale, che è un marcatore poco sensibile di impianto dell’embrione purtroppo… allo stato attuale non abbiamo un sistema di classificazione affidabile che sia in grado di prevedere l’impianto dell’embrione (perché l’impianto embrionale dipende da moltissimi fattori e non solo dell’aspetto dell’embrione in terza o in quinta giornata). In ogni caso il Grado A è un marcatore che indica un buon aspetto dell’embrione in quella giornata.

          Rispondi
      • Maria soela greco

        Si salve io questo mese non mi è arrivato il ciclo e sto amenorrea

        Rispondi
        • Dr. Pastorella

          Cara, le cause di amenorrea sono moltissime. Le consiglio di rivolgersi al suo ginecologo che potrà decidere gli esami del caso…

          Rispondi
  4. paolopedrazzi

    non è stato possibile togliere il micro polipo perchè non si poteva entrare nel utero.

    Rispondi
  5. Valentina

    Buongiorno,

    mi sto preparando per embrioadozione e qualche giorno dopo la fine del ciclo il mio endometrio risultava di 8 mm ma compatto. Ho ripetuto l’ecografia due giorni dopo ed era sempre compatto, leggermente più grande (8,5 mm). Il follicolo più grande (circa 8 follicoli) alla seconda eco era di 13, mentre gli altri di 12, 7 ecc. Volevo chiedere se due ecografie in quel momento sono sufficienti per far saltare il trattamento (mi è stato detto che la crescita era scarsa). Non è possibile che il mio endometrio diventi trilaminare in seguito, in corrispondenza dell’ovulazione? Grazie!

    Rispondi
    • Dr. Pastorella

      Valentina, se l’endometrio non è trilaminare non lo diventa nei prossimi giorni. Quindi io direi che due ecografie sono più che sufficienti per bloccare l’eventuale transfer. In caso di endometrio non trilaminare, se si verificasse una seconda volta e se si verificasse anche sul ciclo naturale (io in questi casi provo sempre questa strategia), consiglierei di fare una isteroscopia in fase proliferativa per andare a vedere, con la visione diretta, com’è l’aspetto dell’endometrio e decidere a quel punto su quell’aspetto e non sulle ecografia

      Rispondi

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Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente.
Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica.
Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue.
Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.