Come si sceglie la donatrice nell’ovodonazione (fecondazione eterologa)

Written by Dr. Pastorella
1 Giugno 2020

Come viene scelta la donatrice di ovociti, in una fecondazione eterologa con ovodonazione? 

Le donatrici di ovuli sono donne giovani, tra i 18 e i 30 anni, che per spirito altruistico e con un (veramente modesto) rimborso economico donano i propri ovociti a donne che non ne possono più produrre o che per la loro qualità (dovuta essenzialmente all’età) non riescono a dare gravidanza. In Italia non ci sono donatrici quindi queste vengono cercate all’estero, principalmente in Spagna e in Grecia

In clinica valutiamo due aspetti per la donatrice di ovuli:

  • lo stato di salute;
  • la somiglianza della donatrice con la ricevente.

scegliere donatrice ovuli

La salute della donatrice

Le donatrice sono donne tra i 18 e i 30 anni, tutte sottoposte a:

1) Visita psicologica per valutarne motivazioni e idoneità, nonché individuare possibili patologie psicologiche-psichiatriche in anamnesi 

2) Visita medica ed esami medici di screening e controlli per le malattie infettive.

3) Analisi genetica che permette di escludere le candidate portatrici di mutazioni autosomiche recessive tra cui fibrosi cistica, emoglobinopatie, atrofia muscolare spinale, talassemia alfa e beta, così come più di 30 malattie legate al cromosoma X (X-linked) come ad esempio le emofilie, X-fragile, la sindrome di Alport, alcune distrofie ecc… Questo significa che le candidate portatrici di mutazioni relative ad una qualsiasi di queste malattie non può partecipare al programma di ovodonazione.

La somiglianza della donatrice con la ricevente

La legge italiana non prevede la scelta delle caratteristiche della donatrice (“Nel caso di applicazione di tecniche di PMA di tipo eterologo, al fine di evitare illegittime selezioni eugenetiche, non è possibile per le coppie scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore.”). Le motivazioni della legge sono ragionevoli, nella loro motivazione, ma dal punto di vista pratico noi dobbiamo tutelare anche (e soprattutto!) il bambino che nascerà e per questo è ragionevole cercare di avere una somiglianza tra la donatrice e la ricevente. 

Per questo noi raccogliamo le caratteristiche principali della coppia (gruppo sanguigno, etnia, peso, altezza, colore occhi e capelli ecc.) per cercare una donatrice che abbia delle caratteristiche simili. Se voleste una somiglianza ancora più spiccata si può utilizzare un software particolare (Ovomatch®) esegue un’analisi matematica del volto per studiarne i parametri fondamentali.

Questa analisi matematica servirà per cercare la donatrice  più somigliante dalla banca dati di più di 4000 donatrici. 

In conclusione:

Riassumendo, le donatrici sono giovani donne sane somiglianti alla coppia che riceve i loro ovociti.

E’ chiaro che nessuno può assicurare l’assenza di patologie nel bambino che nascerà, ma tenete conto che gli embrioni che deriveranno da queste donatrici:

1) hanno un rischio molto basso di anomalia genetica (come se la ricevente avesse un’età dai 18 ai 30 anni)

2) hanno un rischio basso di aborto 

3) hanno eseguito molti più esami di controllo di quanti vengano eseguiti normalmente da una qualsiasi donna che in gravidanza venga nei nostri ambulatori.

Nel nostro centro di PMA in Veneto vantiamo le più alte garanzie che attualmente si possano avere in termini di qualità degli ovociti.

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Disclaimer

Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente. Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica. Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue. Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.

Commenti

3 Commenti

  1. Valeria Zoppi

    Buongiorno volevo informazioni sui costi della fecondazione eterologa

    Rispondi

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Il parere espresso dal dr. Pastorella è ispirato alla domanda della paziente.
Viene quindi affrontato l’argomento in modo generico, non conoscendo ovviamente l’anamnesi della coppia e la situazione clinica.
Le pazienti devono far riferimento, per il loro caso personale, al Centro o allo specialista che le segue.
Non devono modificare spontaneamente alcuna terapia né prendere decisioni su questi generici consigli.