ZeroUno Procreazione - Mestre Venezia

Domanda di: Lara

Cari medici di ZeroUNO, la coltura a blastocisti è una buona idea? Funziona così bene?

Per coltura a blastocisti si intende che gli embrioni, formatisi da una fecondazione in provetta, invece di essere trasferiti in utero dopo due o tre giorni, come al solito, vengono trasferiti in quinta giornata, quindi ad un più avanzato grado di sviluppo.

Questo tipo di coltura richiede un laboratorio in perfetta efficienza.

VANTAGGI:
– in natura gli embrioni arrivano in utero allo stadio di blastocisti, quindi trasferire blastocisti è più fisiologico che trasferire in utero embrioni in 2-3 giornata di sviluppo
– Le blastocisti hanno una capacità di attecchire più alta rispetto agli embrioni di 2-3 giornata
– Il transfer di blastocisti riduce il rischio di plurigemellarità, perché solitamente si trasferiscono solo 1 o 2 blastocisti (ma aumenta lievemente il rischio di gemelli monozigoti)

SVANTAGGI:
– Pochi embrioni sono in grado di arrivare allo sviluppo di blastocisti. Non sappiamo però se gli embrioni che si bloccano nel loro sviluppo nei nostri incubatori se messi in ambiente ottimale, cioè in utero, in realtà sarebbero riusciti a svilupparsi e a dare una gravidanza. Mentre, al contrario, se un embrione era destinato a svilupparsi a blastocisti, probabilmente si svilupperà a blastocisti anche se trasferito in utero in terza giornata.
– Le percentuali di gravidanza andrebbero calcolate non sulla capacità di impianto delle blastocisti trasferite (intorno al 50%), ma sulle pazienti che formano embrioni e che magari non trasferiscono perché nessun embrione è arrivato allo stadio di blastocisti. Si vedrebbero così delle percentuali molto più vicine (se non lievemente inferiori…) al transfer in 2-3 giornata

IN CONCLUSIONE: il transfer a blastocisti è una opzione interessante, non la soluzione di tutti i problemi. Può essere opportuna se si vuole ridurre
il numero di embrioni da congelare, se si vuole ridurre il numero di gravidanze plurime, oppure dopo ripetuti fallimenti d’impianto.

Eseguire però di routine la coltura a blastocisti, e non in casi studiati e ragionati, a nostro parere è inutile, e anzi probabilmente riduce lievemente la percentuale di gravidanze.

Risposta redatta da:

Dr. Francesco Pastorella