fotolia_contuous_107757460 OVODONAZIONE, che rischi?

Domanda di: una Coppia incerta

OVODONAZIONE, che rischi comporta?

Per ovodonazione si intende il regalo di ovociti da parte di una donna ad un’altra donna che, per motivi medici o di età non può più concepire un bambino con gli ovociti propri

È chiaro che i rischi, per la madre e per il bambino, sono una delle preoccupazioni maggiori delle Coppie che si avvicinano all’ovodonazione. Analizziamoli quindi in modo chiaro e, spero, semplice.

Innanzitutto e bene chiarire che tutte le donatrici sono giovani, con età inferiore ai 31 anni, e sono studiate per tutte le patologie più frequenti, sia infettive che genetiche, secondo dei rigorosi obblighi europei. Paradossalmente hanno fatto più esami e sono sicuramente “più studiate” di una qualsiasi donna giovane che viene a in gravidanza nei nostri ambulatori….

Rischi per la madre: i rischi per la madre, escludendo quelli, molto bassi, della terapia medica con la quale si prepara la madre a ricevere l’embrione, sono essenzialmente dipendenti dall’età materna, non alla procedura di ovodonazione. È chiaro che una gravidanza a, che so, 48 anni, è una gravidanza più a rischio che una gravidanza in età più giovanile, principalmente per un aumentato rischio di ipertensione, difetto di crescita, parto prematuro e parto cesareo. Ed è per questo che noi, ove possibile e con il consenso della Coppia, cerchiamo sempre di avere transfer elettivi di singoli embrioni (SET) in modo da limitare al più possibile il rischio di gemellarità. Gemellarità che aumenterebbe ulteriormente il rischio, appunto, di parto prematuro, ritardo di crescita, ipertensione, parto cesareo.

Rischi per il bambino: il bambino, provenendo dalla fecondazione di un ovocita “giovane” ha un rischio di anomalia genetica molto basso, legato appunto all’età della donatrice, non all’età della ricevente. Provenendo poi da pazienti molto studiate possiamo dire che sostanzialmente non presenta più rischi di anomalie genetiche, malformative o infettive di un altro bambino concepito senza ovodonazione. È chiaro che il “bambino sano” non può essere assicurato nè in una gravidanza da ovodonazione, così come non può esserlo in una gravidanza naturale. 

È poi da ricordare che la componente genetica è importante per lo sviluppo di un bambino. Ma in questi anni si sta sviluppando una importantissima area di ricerca, chiamata -OMICA, che mostra come il patrimonio genetico del bambino viene profondamente modificato, attivato, inibito, dal’ambiente nel quale si trova fino a rendere trasmissibili alla sua prole queste modificazioni. Bisogna quindi ricordare che la mamma che tiene in grembo un figlio da ovodonazione comunque lo modifica in modo unico e personale. Quel bambino cioè, in un altra madre, avrebbe preso delle caratteristiche diverse perché quel bambino è comunque specificamente legato, non sono dal punto di vista psichico e affettivo, ma anche biologico, alla madre che l’ha tenuto in grembo

Risposta redatta da:

Dr. Francesco Pastorella